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Home - Suicidio di Tarantino, “il giorno prima della morte aveva cambiato cella”. L’autopsia (per ora) non chiarisce il mistero

Suicidio di Tarantino, “il giorno prima della morte aveva cambiato cella”. L’autopsia (per ora) non chiarisce il mistero

Di Redazione
14 Aprile 2021
in Cronaca, Immediato TV
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Si è svolta martedì 13 aprile l’autopsia sul cadavere di Gerardo Tarantino, il presunto assassino di Tiziana Gentile, morto suicida nel carcere di Foggia il 3 aprile scorso, alla vigilia di Pasqua. Per gli indagati non c’erano consulenti medico-legali, mentre hanno proceduto agli esami Luigi Cipolloni nominato dalla pm Laura Simeone e Antonio Caricato, nominato dai parenti di Tarantino. I risultati definitivi si conosceranno solo tra sessanta giorni, ma abbiamo sentito l’avvocato Michele Sodrio, che difende i familiari del detenuto suicida, per sapere se già ora vi sono emersi elementi interessanti: “Con le indagini in corso posso solo dire che dai primi accertamenti i nostri dubbi sulla morte di Gerardo Tarantino sono addirittura aumentati. Nei prossimi giorni i consulenti si rivedranno per analizzare i reperti istologici e solo così potremo avere una conferma definitiva che il detenuto sia morto soffocato. Ma anche in tal caso, restano al momento senza risposta tutte le nostre domande. In particolare: com’è possibile che una persona sotto sorveglianza h24 abbia avuto il tempo di impiccarsi? Con cosa si sarebbe impiccato? Perché proprio il giorno prima era stato spostato da una cella dove si trovava con altri detenuti ad una cella senza nessun altro? Vi sono poi altri particolari a mio parere inquietanti che potrebbero emergere da quanto visionato dai due medici legali, ma al momento non posso dire altro per rispetto del segreto istruttorio. Posso solo aggiungere che ho chiesto espressamente al pm di consentire al suo ed al nostro consulente di visionare l’oggetto con il quale Tarantino si sarebbe impiccato, oggetto al momento per noi sconosciuto. Questo per dare la possibilità ai consulenti di confrontare la struttura di questa corda o lenzuolo o cos’altro, con i segni rinvenuti sul collo del cadavere. Al momento restano molti dubbi e nessuna risposta certa. Ma i miei clienti sono assolutamente determinati ad andare fino in fondo ed io sarò al loro fianco con tutto l’impegno possibile”.

Tarantino e Sodrio

Si è svolta martedì 13 aprile l’autopsia sul cadavere di Gerardo Tarantino, il presunto assassino di Tiziana Gentile, morto suicida nel carcere di Foggia il 3 aprile scorso, alla vigilia di Pasqua. Per gli indagati non c’erano consulenti medico-legali, mentre hanno proceduto agli esami Luigi Cipolloni nominato dalla pm Laura Simeone e Antonio Caricato, nominato dai parenti di Tarantino. I risultati definitivi si conosceranno solo tra sessanta giorni, ma abbiamo sentito l’avvocato Michele Sodrio, che difende i familiari del detenuto suicida, per sapere se già ora vi sono emersi elementi interessanti: “Con le indagini in corso posso solo dire che dai primi accertamenti i nostri dubbi sulla morte di Gerardo Tarantino sono addirittura aumentati. Nei prossimi giorni i consulenti si rivedranno per analizzare i reperti istologici e solo così potremo avere una conferma definitiva che il detenuto sia morto soffocato. Ma anche in tal caso, restano al momento senza risposta tutte le nostre domande. In particolare: com’è possibile che una persona sotto sorveglianza h24 abbia avuto il tempo di impiccarsi? Con cosa si sarebbe impiccato? Perché proprio il giorno prima era stato spostato da una cella dove si trovava con altri detenuti ad una cella senza nessun altro? Vi sono poi altri particolari a mio parere inquietanti che potrebbero emergere da quanto visionato dai due medici legali, ma al momento non posso dire altro per rispetto del segreto istruttorio. Posso solo aggiungere che ho chiesto espressamente al pm di consentire al suo ed al nostro consulente di visionare l’oggetto con il quale Tarantino si sarebbe impiccato, oggetto al momento per noi sconosciuto. Questo per dare la possibilità ai consulenti di confrontare la struttura di questa corda o lenzuolo o cos’altro, con i segni rinvenuti sul collo del cadavere. Al momento restano molti dubbi e nessuna risposta certa. Ma i miei clienti sono assolutamente determinati ad andare fino in fondo ed io sarò al loro fianco con tutto l’impegno possibile”.

Tarantino e Sodrio

Si è svolta martedì 13 aprile l’autopsia sul cadavere di Gerardo Tarantino, il presunto assassino di Tiziana Gentile, morto suicida nel carcere di Foggia il 3 aprile scorso, alla vigilia di Pasqua. Per gli indagati non c’erano consulenti medico-legali, mentre hanno proceduto agli esami Luigi Cipolloni nominato dalla pm Laura Simeone e Antonio Caricato, nominato dai parenti di Tarantino. I risultati definitivi si conosceranno solo tra sessanta giorni, ma abbiamo sentito l’avvocato Michele Sodrio, che difende i familiari del detenuto suicida, per sapere se già ora vi sono emersi elementi interessanti: “Con le indagini in corso posso solo dire che dai primi accertamenti i nostri dubbi sulla morte di Gerardo Tarantino sono addirittura aumentati. Nei prossimi giorni i consulenti si rivedranno per analizzare i reperti istologici e solo così potremo avere una conferma definitiva che il detenuto sia morto soffocato. Ma anche in tal caso, restano al momento senza risposta tutte le nostre domande. In particolare: com’è possibile che una persona sotto sorveglianza h24 abbia avuto il tempo di impiccarsi? Con cosa si sarebbe impiccato? Perché proprio il giorno prima era stato spostato da una cella dove si trovava con altri detenuti ad una cella senza nessun altro? Vi sono poi altri particolari a mio parere inquietanti che potrebbero emergere da quanto visionato dai due medici legali, ma al momento non posso dire altro per rispetto del segreto istruttorio. Posso solo aggiungere che ho chiesto espressamente al pm di consentire al suo ed al nostro consulente di visionare l’oggetto con il quale Tarantino si sarebbe impiccato, oggetto al momento per noi sconosciuto. Questo per dare la possibilità ai consulenti di confrontare la struttura di questa corda o lenzuolo o cos’altro, con i segni rinvenuti sul collo del cadavere. Al momento restano molti dubbi e nessuna risposta certa. Ma i miei clienti sono assolutamente determinati ad andare fino in fondo ed io sarò al loro fianco con tutto l’impegno possibile”.

Tarantino e Sodrio

Si è svolta martedì 13 aprile l’autopsia sul cadavere di Gerardo Tarantino, il presunto assassino di Tiziana Gentile, morto suicida nel carcere di Foggia il 3 aprile scorso, alla vigilia di Pasqua. Per gli indagati non c’erano consulenti medico-legali, mentre hanno proceduto agli esami Luigi Cipolloni nominato dalla pm Laura Simeone e Antonio Caricato, nominato dai parenti di Tarantino. I risultati definitivi si conosceranno solo tra sessanta giorni, ma abbiamo sentito l’avvocato Michele Sodrio, che difende i familiari del detenuto suicida, per sapere se già ora vi sono emersi elementi interessanti: “Con le indagini in corso posso solo dire che dai primi accertamenti i nostri dubbi sulla morte di Gerardo Tarantino sono addirittura aumentati. Nei prossimi giorni i consulenti si rivedranno per analizzare i reperti istologici e solo così potremo avere una conferma definitiva che il detenuto sia morto soffocato. Ma anche in tal caso, restano al momento senza risposta tutte le nostre domande. In particolare: com’è possibile che una persona sotto sorveglianza h24 abbia avuto il tempo di impiccarsi? Con cosa si sarebbe impiccato? Perché proprio il giorno prima era stato spostato da una cella dove si trovava con altri detenuti ad una cella senza nessun altro? Vi sono poi altri particolari a mio parere inquietanti che potrebbero emergere da quanto visionato dai due medici legali, ma al momento non posso dire altro per rispetto del segreto istruttorio. Posso solo aggiungere che ho chiesto espressamente al pm di consentire al suo ed al nostro consulente di visionare l’oggetto con il quale Tarantino si sarebbe impiccato, oggetto al momento per noi sconosciuto. Questo per dare la possibilità ai consulenti di confrontare la struttura di questa corda o lenzuolo o cos’altro, con i segni rinvenuti sul collo del cadavere. Al momento restano molti dubbi e nessuna risposta certa. Ma i miei clienti sono assolutamente determinati ad andare fino in fondo ed io sarò al loro fianco con tutto l’impegno possibile”.

Tarantino e Sodrio
Tags: FoggiaGerardo TarantinoSodrio
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