• Contatti
giovedì 4 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Mafia, Foggia seconda solo a Napoli per le infiltrazioni criminali nelle imprese. Decine di interdittive in pochi mesi

Mafia, Foggia seconda solo a Napoli per le infiltrazioni criminali nelle imprese. Decine di interdittive in pochi mesi

Di Redazione
12 Ottobre 2020
in Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Nei primi nove mesi del 2020, i prefetti d’Italia hanno totalizzato un singolare record: quello delle interdittive antimafia emanate nei confronti della aziende. A riportarlo è Il Fatto Quotidiano in un focus sugli interessi della criminalità organizzata nel mondo delle imprese. Dagli ultimi dati, la provincia di Foggia sarebbe quella con il più alto numero di interdittive emanate nei ultimi mesi, seconda solo a Napoli. Il prefetto di Foggia Raffaele Grassi, ex poliziotto, ha fin da subito legato il suo mandato al contrasto ai fenomeni mafiosi in Capitanata. Ed infatti, in circa un anno e mezzo ha colpito duramente numerose società riconducibili a clan foggiani e garganici. In alcuni casi, i titolari delle attività sono tornati in possesso delle proprie aziende, non sussistendo gravi indizi, in altre circostanze, invece, i boss hanno perso totalmente il controllo delle imprese.

Vittime del sistema, una serie di società che magari erano in crisi a causa del lockdown è che ora sono divorate dagli interessi mafiosi – riporta Il Fatto -: il welfare dei clan, più efficace di qualsiasi aiuto di Stato. È l’altro virus, il male oscuro che ha sfruttato gli effetti causati dalla crisi scatenata dal coronavirus per dilagare. Da mesi investigatori e addetti ai lavori lanciano allarmi su allarmi: dopo il lockdown, ‘ndrangheta, Cosa nostra e camorra metteranno in circolo i propri (ingenti) capitali sporchi per infettare l’economia pulita. E prepararsi a sedersi a tavola quando arriveranno i miliardi del Recovery fund.

In tutto il Paese, infatti, ci sono circa tremila fascicoli d’indagine aperti sull’infiltrazione delle mafie nell’economia. I tempi d’indagine, però, sono lunghi. È per questo motivo che, come racconta Repubblica, le prefetture hanno cominciato a usare l’arma dell’interdittiva antimafia. Uno strumento che prescinde dalla contestazione di un reato ma è un provvedimento cautelare e preventivo che vieta alle aziende di partecipare agli appalti pubblici e avere rapporti con la pubblica amministrazione. Le prefetture hanno emesso 1400 interdittive dall’inizio dell’anno, con un terzo dei provvedimenti emanati negli ultimi quattro mesi. Cioè nello stesso periodo in cui alle aziende sono cominciati ad arrivare gli aiuti del governo alle aziende. “È importante che i fondi arrivino subito ma vigileremo attentamente sulla loro distribuzione”, erano le direttive di Luciana Lamorgese ai prefetti. Che hanno risposto con 150 interdittive antimafia al mese, una media di 5 provvedimenti al giorno, con un aumento del 25 percento rispetto ai dati dello scorso anno. Cifre raddoppiate rispetto al quinquennio 2014-2019, mentre cresce pure l’autoriciclaggio: in un periodo in cui tutti i reati hanno subito un netto calo causa lockdown, il lavaggio di soldi sporchi aumenta del 25 percento.

È evidente come episodi di autoriciclaggio siano spesso spia per proporre l’emanazione di una interdittiva – si legge ancora su Il Fatto -. Anche in questo caso la classifica delle aziende interdette è guidata da Calabria, Campania e Sicilia, culla delle principali associazione criminali italiane. Ma subito dietro ci sono Lombardia ed Emilia Romagna, le Regioni più ricche del Paese e dunque le più infiltrate dai clan. I settori più esposti sono quelli classici: ristorazione, settore turistico-alberghiero, agroalimentare, grande distribuzione, edilizia. Ora gli investigatori registrano una new entry: la sanità privata. La gente ha bisogno di test sierologici e tamponi veloci? E le mafie si adeguano molto meglio di qualsiasi ministero della Salute. È per questo motivo che il lavoro degli investigatori antimafia prosegue senza sosta. A Napoli sono state emanate 35 interdittive in meno di due mesi, le ultime 19 la scorsa settimana. A Foggia 30 negli ultimi sei mesi, a Firenze 9, a Frosinone 3 in un mese.

Tags: Foggiainterdittive antimafiamafiaNapoli
Articolo precedente

Trova quasi 400 euro nel bancomat delle Poste, giovane disoccupato di Foggia chiama i carabinieri e consegna il denaro

Articolo successivo

Impennata di casi Covid a Orta Nova, sindaco chiude gli uffici comunali e avvia sanificazione scuole. Ansia per recenti focolai

Articoli correlati

Gisella Naturale

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

I clan foggiani puntano sul Molise: interdittive antimafia a ristoranti, sale giochi e concessionarie

Domenico Centrone e Dina Alberizia

Attivista foggiana ancora detenuta in Libia: slitta il rientro di Dina Alberizia e Domenico Centrone

Photored attivi a Foggia: multe fino a 665 euro per chi passa con il rosso

Ultime Notizie

Gisella Naturale
Cronaca

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

La senatrice interviene dopo le dichiarazioni dell'attivista Soumaila Diawara sul ghetto di Borgo Mezzanone. Chiesti controlli e approfondimenti da parte...

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Liste d’attesa, la Puglia migliora ma resta tra le regioni in ritardo: oltre la metà delle prestazioni fuori dai tempi previsti

I clan foggiani puntano sul Molise: interdittive antimafia a ristoranti, sale giochi e concessionarie

Antonio De Sabato

Docufilm su Federico II, De Sabato: “Capitanata assente dal racconto dello Stupor Mundi, ora candidatura Unesco”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024