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Home - Oltre 100 avvisi di garanzia, terremoto a Cerignola per il canale inquinato dagli scarti industriali. Nel mirino anche l’ex sindaco Metta

Oltre 100 avvisi di garanzia, terremoto a Cerignola per il canale inquinato dagli scarti industriali. Nel mirino anche l’ex sindaco Metta

Di Redazione
15 Luglio 2020
in Cronaca
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Inquinamento del canale Lagrimaro, scoppia il bubbone a Cerignola dopo i sigilli posti oltre un anno fa dai carabinieri del Noe. Circa 130 indagati tra i quali l’ex sindaco Franco Metta, ex dirigenti e dipendenti comunali, e imprenditori operanti nella zona industriale. Nelle scorse ore gli inquirenti avrebbero svolto decine di ispezioni in aziende del territorio. Il caso del Lagrimaro finì anche in Parlamento e a Striscia la notizia.

Il canale sarebbe stato inquinato dai numerosi scarti sversati in acqua per risparmiare sui normali costi di smaltimento dei rifiuti, un “trucchetto” ben noto agli investigatori, già scoperto in altri centri della provincia di Foggia.

Alle persone destinatarie dell’informazione di garanzia – riporta la testata cerignolana lanotiziaweb.it – è stata intimata la chiusura del pozzetti sui piazzali, la bonifica del canale, la chiusura definitiva di tutti i pozzetti di comunicazione con la fogna bianca ed una eventuale ammenda.

“Le notizie che di apprendono circa gli avvisi di garanzia notificati a due ex dirigenti del Comune di Cerignola, all’ex sindaco Metta, oltre che a diverse aziende della zona industriale per il disastro ambientale del canale Lagrimaro, lascia prefigurare l’ennesimo episodio di approssimazione amministrativa a danno della Città”. Commenta così l’ex consigliere comunale di Cerignola, Tommaso Sgarro su quanto sta avvenendo a seguito degli accertamenti su Canale Lagrimaro e gli avvisi di garanzia che ne sono conseguiti. 

“Il rischio è che oltre al danno per la cittadinanza, a causa dell’inquinamento del Canale, ci sia anche la beffa per quegli imprenditori onesti che nulla hanno a che fare con lo sversamento, non di acqua piovana, ma liquame di derivazione della lavorazione industriale, nella fogna bianca, che è stato accertato essere la causa dell’inquinamento del Lagrimaro“. 

“Chi ha autorizzato l’uso della fogna bianca comunale per lo smaltimento delle acque reflue delle aziende? Chi non ha chiesto autorizzazione al Consorzio di Bonifica per lo scarico nel canale? Chi pagherà i danni agli imprenditori che sono stati autorizzati in questo abuso e adesso sono coinvolti? Chi pagherà per una situazione che mette sullo stesso piano colpevoli e innocenti? Cosa ancor più grave: chi pagherà per questo disastro ambientale, che rischia di rivelarsi anche un disastro al tessuto economico e per il Comune di Cerignola?”.

E ancora: “La sensazione è che si sia andati come al solito ‘a vista’ nella gestione della cosa pubblica. Eppure la questione del Lagrimaro è fatto noto dal 2017: è mai possibile che chi ha governato in questi anni pur sapendo non abbia inteso intervenire per fermare gli sversamenti, conoscendo di questa paradossale situazione sulla gestione della fogna bianca tra Comune e Consorzio di Bonifica, e che l’uso dell’arteria della fogna bianca con sversamento finale nel canale potesse essere la causa del problema? Chi sapeva e ha colpevolmente taciuto? Negli anni di Franco Metta sindaco, la zona industriale è diventata la più importante emergenza ambientale della comunità, prima avendo trasformato l’interporto in discarica a cielo aperto, poi avendo contribuito al perpetuarsi dell’inquinamento del Lagrimaro”.

Tags: canale LagrimaroCerignola
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