Oltre trenta ospiti, cinque panel, tre workshop e tre talk: sono i numeri di sComunica, l’evento della sCommunity inclusiva tenutosi a Foggia. Ideato, realizzato e prodotto da We Hate Pink, Red Hot, ArciGay Le Bigotte e Assunta di Matteo consigliera di parità della provincia di Foggia, sComunica è un format inedito che coniuga professionalità, esperienze di vita e storie di discriminazione, il tutto in un contesto territoriale complesso.
L’evento B2B dedicato alle professioni dell’industria creativa ha l’obiettivo di scardinare gli stereotipi nella comunicazione commerciale, istituzionale e giornalistica, concentrandosi su tre temi: genere, LGBTQI+ e meridionalismo.
Il programma della giornata del 13 aprile è molto serrato e prevede due momenti di networking, suddivisi tra mattina e pomeriggio. Si è partiti con “Il contratto della comunicazione responsabile”, talk d’ispirazione a due voci con Francesca Mudanò, direttrice creativa femminista e CEO di @Cookies Agency e Ella Marciello, direttrice creativa, copywriter, autrice e communication strategist (inserita tra le Unstoppable Women di StartupItalia per il suo impegno sulle tematiche legate alla parità di genere e la comunicazione inclusiva e responsabile). Con loro si è riflettuto sul ruolo della pubblicità, anche di grossi brand, che spesso contribuisce a consolidare ruoli stereotipati e limitanti, e si esplorerà il contratto della comunicazione responsabile.
Le due femministe hanno analizzato il mansplaining dello sguardo. Le agenzie assoldano quasi sempre registi uomini e sono uomini i protagonisti degli spot per il 95% dei casi in Italia. Solo il 5 per cento degli spot ha come protagonista una donna e quando accade viene fatto notare. In genere si registrano degli stereotipi: gli uomini lavorano e se sono a casa vengono infantilizzati, fanno sempre qualche disastro.
1 persona su 5 vive una disabilità in Italia ma solo lo 0,06 è la percentuale di persone con disabilità rappresentate in adv. È 4 : 1 il rapporto tra donne bianche e donne nere in Europa e 1,42% il tempo televisivo delle adv con persone lgbtqa+, solo il 3 per cento degli annunci rappresentano persone lgbtqa+, l’1,5 per cento è invece la percentuale di donne over 65 presenti in adv. C’è molto da fare insomma.
Rossella Forlè di We Hate Pink a l’Immediato ha confermato questo trend. “La divisione binaria uomo donna è il bias che non si riesce ancora a superare, la donna usa lo smalto, l’uomo guida la macchina e va a lavorare. Il binarismo di genere è fortemente presente nel modo di rappresentarci e anche nel modo di pensare, anche nel mio a volte. Per questo si chiamano bias inconsci, mi reputo una femminista, ma credo che a volte cado anch’io in questi stereotipi”.









