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Home - Cataldo e Maurodinoia, la Dda: “Rapporto di strutturata conoscenza con elementi di primo piano del clan Parisi”

Cataldo e Maurodinoia, la Dda: “Rapporto di strutturata conoscenza con elementi di primo piano del clan Parisi”

I coniugi, coinvolti in un'inchiesta su presunta corruzione elettorale, spuntano anche nelle carte di "Codice Interno". L'incontro con Tommaso Lovreglio, nipote del boss Savino Parisi

Di Francesco Pesante
10 Aprile 2024
in Inchieste
Sandro Cataldo e Anita Maurodinoia

Sandro Cataldo e Anita Maurodinoia

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I nomi di Sandro Cataldo e della moglie Anita Maurodinoia nelle carte dell’inchiesta “Codice Interno”. È quanto emerge dalla lunghissima richiesta di misure cautelari (oltre mille pagine) presentata dalla Dda di Bari al termine della maxi inchiesta sul voto di scambio culminata nell’arresto di oltre 100 persone tra cui Mari Lorusso, ex consigliera comunale, suo marito Giacomo Olivieri e i vertici del clan Parisi-Palermiti. Coinvolti nel blitz il boss Savino Parisi detto “Savinuccio”, il fratello Massimo, il figlio Tommy e l’altro capoclan Eugenio Palermiti. “Codice Interno” ha evidenziato il potere mafioso dell’organizzazione criminale, capace persino di “sistemare” amici e parenti nell’azienda municipalizzata “Amtab” che a Bari si occupa di trasporto pubblico. La questione è al centro del possibile scioglimento per mafia del Comune dove sono in corso verifiche da parte della Commissione d’accesso agli atti.

Nelle carte spunta anche il duo Cataldo-Maurodinoia, il primo arrestato e la seconda indagata nell’ambito di una recentissima operazione contro la corruzione elettorale. In “Codice Interno”, invece, non sono indagati ma vengono citati per alcune circostanze ritenute piuttosto rilevanti dai magistrati della Dda.

Una delle figure centrali è quella di Tommaso Lovreglio, nipote del capoclan Savino Parisi. Ebbene, stando alle carte degli inquirenti, Lovreglio incontrò Alessandro Cataldo detto “Sandro” o “Aldo” mentre quest’ultimo era in compagnia della moglie Maurodinoia, poi diventata assessora regionale della giunta Emiliano. Si è dimessa dopo il suo coinvolgimento.

In una conversazione, Lovreglio “fa riferimento – si legge – ad un incontro avuto con un uomo, trovato in compagnia della moglie, ‘ciao Tommaso come sta papà?’ la mano il bacio…’ ‘salutami Vito’ lui… e stava lei insieme… andammo al bar a prendere il caffè… dove sta l’Ipercoop’. Durante l’incontro gli viene chiesto del padre – Battista Lovreglio, cognato del capoclan ‘Savinuccio’ nonché esponente di vertice del sodalizio mafioso – e vengono mandati i saluti al fratello – Vito Lovreglio. I coniugi incontrati casualmente sono da identificare in Cataldo Alessandro e la moglie Maurodinoia Anna detta ‘Anita’ capo del movimento politico ‘Sud al Centro’ (poi passata nel Pd, ndr). Dei rapporti tra la coppia Cataldo-Maurodinoia con Lovreglio Tommaso e con il padre Battista Lovreglio (cognato del capo clan nonché esponente di vertice dello stesso sodalizio mafioso) sono emerse evidenze nel corso del presente lavoro di indagine”.

Gli inquirenti lo precisano “al solo scopo – si legge – di evidenziare il livello di infiltrazione del Lovreglio nel tessuto amministrativo e politico della città. Le conversazioni con la Maurodinoia e il marito non assurgono a contestazioni specifiche nella presente richiesta, tuttavia appaiono indicative delle conoscenze del Lovreglio in quel settore della vita amministrativa e politica della città e della sua capacità di infiltrarsi negli ambienti politici di rilievo regionale”.

E ancora: “Il contenuto di una di queste conversazioni fa affiorare il rapporto del Lovreglio con la Maurodinoia, leader nonché fondatrice del movimento politico denominato ‘Sud al centro’. Nel corso della conversazione con Gaetano Franco, suo collega all’Amtab, Lovreglio rivela dell’incontro casuale avvenuto quando è andato a pranzo ad Altamura assieme al cugino Gaetano Bellomo, riferendo allo stesso Franco: ‘Sai chi ho trovato? Al tavolo accanto a me? Indovina? La Maurodinoia e Aldo! Il bene dei figli miei!’, precisando ‘a mangiare con me stavano, al tavolo accanto a me’. Lovreglio fornisce altri particolari: ‘meh, meh che si dice di papà? come sta papà?’ ‘sta bene’. Lei: ‘…madò Tommà tuo figlio gli ha tagliato la testa a tuo padre’, proprio la Maurodinoia, ‘gli ha tagliato la testa a tuo padre, e che si dice? tutto a posto?’ però non abbiamo uscito nessun discorso dell’azienda e cose. Niente, niente, niente! Prende e fa a me, fa… ‘Tommaso ti posso offrire un caffè?’. Lui a me ‘ti posso offrire un caffè?’. ‘E andiamo’. Siamo andati fuori dal ristorante, siamo andati a prendere il caffè, quando abbiamo finito di mangiare! E siamo andati sopra al corso, e gli ho presentato… gli ho presentato a Gaetano, ho detto ‘…questo è un amico!’… ‘piacere, Aldo’ e gli ho detto ‘mio cugino ti conosce a te’… ‘e sei venuto al bar Viveur a Triggiano, io avevo il bar Viveur, quello aveva un bar grande a Triggiano, un bel bar, all’ingresso di Triggiano della via di mare… non da questo lato ma dall’altro lato, la via di, di mare, come entri da San Giorgio'”.

A parere degli inquirenti, “ulteriori dettagli forniti da Lovreglio permettono di evidenziare che, sebbene l’incontro a pranzo sia stato casuale, quella tra i tre è più di una semplice conoscenza e, soprattutto, che la Maurodinoia ed il Cataldo sanno perfettamente chi è il Lovreglio. Difatti, dopo aver riferito a Franco che ‘siamo andati in una chiesa, stava una bella chiesa, pure lui è entrato nella chiesa… la Maurodinoia e Aldo’ e che ‘non abbiamo parlato né di voi, né di politica, né di niente!’. Franco chiede se hanno parlato ‘di noi?’, ossia di Amtab e Lovreglio così si esprime ‘Tommaso, ma che si dice sopra qua? e come sta papà? Ma che gran signore papà tuo!’. Questi sono venuti sopra a casa a mangiare, sopra a casa mia hanno fatto la… perché lui è molto amico ad un carissimo amico di mio padre, hanno amici in comune’, aggiungendo ‘poi mio padre lo sai com’ è…’, con il Franco che, riferendosi al Lovreglio Battista, ha affermato: ‘si fa voler bene, è brillante’. Il dialogo appena commentato sembra documentare – secondo i magistrati della Dda – un rapporto quantomeno di strutturata conoscenza fra la Maurodinoia e suo marito Cataldo sia con il Lovreglio Tommaso che con suo padre Battista, elemento di primo piano del clan Parisi nonché cognato del capo clan Savino Parisi”.

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Tags: Maurodinoia
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