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Home - Altra bufera su Bari, arrestati l’ex assessore regionale Pisicchio e suo fratello Enzo. Accuse di corruzione

Altra bufera su Bari, arrestati l’ex assessore regionale Pisicchio e suo fratello Enzo. Accuse di corruzione

Nuovo blitz della Guardia di Finanza, misure cautelari per sette persone. Numerosi i reati contestati agli indagati

Di Redazione
10 Aprile 2024
in Bari, Cronaca, Immediato TV
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Nuovo terremoto a Bari, arresti domiciliari per Alfonso Pisicchio, ex assessore regionale della Giunta Emiliano e suo fratello Enzo. Proprio nelle scorse ore Pisicchio si era dimesso dall’agenzia Arti.

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione a Bari e provincia a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 7 persone (una in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 2 destinatarie del divieto di esercitare le attività professionali per 12 mesi), emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica.

Carcere per Cosimo Napoletano, ai domiciliari il dirigente comunale Francesco Catanese e l’imprenditore Giovanni Riefoli. Interdetti dall’attività professionale Vincenzo Iannuzzi e Grazia Palmitessa.

La ricostruzione della Guardia di Finanza 

Le persone destinatarie del provvedimento cautelare sono indagate (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), a vario titolo, per le ipotesi delittuose di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità materiale, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. È in corso il sequestro dei beni nella disponibilità di due degli indagati per un valore complessivo di circa 800mila euro. A riportarlo è una lunga nota della Guardia di Finanza.

L’odierna operazione costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine, coordinata da questo Ufficio giudiziario e delegata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, scaturita da alcune dichiarazioni rese da un dirigente pubblico, condotta mediante il ricorso a indagini tecniche, analisi dei tabulati telefonici, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, perquisizioni, riscontri documentali, escussioni in atti e accertamenti patrimoniali, che hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario in ordine alla commissione di plurimi reati contro la Pubblica Amministrazione, il patrimonio, la fede pubblica e nel settore tributario.

In particolare, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal gip (allo stato, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) le investigazioni avrebbero permesso, tra l’altro, di dimostrare la predisposizione da parte di un broker assicurativo, in concorso con altri soggetti, di polizze fideiussorie false, successivamente prodotte ai competenti uffici regionali, a beneficio di numerosi imprenditori richiedenti l’autorizzazione allo svolgimento di attività estrattiva nelle cave.

In tale contesto sarebbe emerso l’utilizzo di polizze false, da parte di due ulteriori società, in procedimenti amministrativi funzionali a ottenere finanziamenti, erogati dalla Regione Puglia, nell’ambito di programmi di investimento e di agevolazioni alle imprese.

Riflettori, inoltre, su una presunta turbativa della gara d’appalto bandita dal Comune di Bari per l’affidamento delle attività di supporto alla gestione e riscossione volontaria e coattiva della Tarsu/Tares/Tari, dell’Ici/Imu, aggiudicata nel settembre del 2019, con importo a base d’asta di 5.526.950 di euro.

In tale contesto sarebbero emerse condotte corruttive, poste in essere da pubblici ufficiali in concorso con soggetti privati, funzionali a favorire un Raggruppamento Temporaneo d’Imprese (RTI), risultato poi vincitore. Più in dettaglio, il Rup avrebbe curato la predisposizione del bando confezionandolo ad arte in modo da attribuire un minor peso all’offerta economica rispetto a quella tecnica, ricevendo in cambio da un imprenditore barese (Riefoli) l’utilità rappresentata dall’assunzione della moglie. Inoltre, un componente della commissione di gara avrebbe ottenuto analoga promessa per il figlio con l’intermediazione di due esponenti politici locali (i fratelli Pisicchio) a loro volta destinatari di ulteriori utilità dall’imprenditore – denaro, assunzioni, promesse di assunzioni ed il finanziamento illecito al partito (“Iniziativa Democratica”, ndr) – per l’opera di intermediazione svolta consistita, tra l’altro, nell’assicurare ed agevolare lo scambio di informazioni sensibili sulla procedura.

Gli esiti dell’attività d’indagine costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante impegno profuso da questa Procura della Repubblica – in sinergia con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari – nel contrasto ai reati commessi dai pubblici ufficiali, a tutela della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione, nonché per affermare la meritocrazia e la sana concorrenza tra le imprese, a vantaggio della qualità dei servizi offerti e delle opere realizzate.

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Tags: Bari
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