“Apprendiamo, con rammarico, dell’esclusione del Teatro Giordano dall’elenco dei teatri storici italiani approvato alla Camera. Ci siamo immediatamente attivati per far sì che anche il nostro teatro riceva il dovuto riconoscimento”. Lo affermano la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, e l’assessora alla Cultura, Alice Amatore, che questa mattina hanno inviato una comunicazione al ministro Sangiuliano per perorare la causa.
Presentata il 23 marzo 2023, la proposta di legge è stata approvata lo scorso 3 aprile dalla Camera dei Deputati e prevede il riconoscimento di “monumento nazionale”, per i teatri la cui edificazione risalga ad almeno 100 anni o quelli la cui programmazione sia rivolta ad attività di spettacolo dal vivo con il concorso finanziario pubblico.
“Facciamo appello – spiegano Episcopo e Amatore – sia al ministro che ai parlamentari della nostra città e della nostra provincia affinché anche il Teatro Giordano possa ricevere il giusto e doveroso riconoscimento di monumento nazionale. Con i suoi quasi 200 anni di storia, un riferimento prestigioso a livello internazionale e la bellezza della sua facciata e dei suoi spazi interni, a iniziare dalla splendida Sala Fedora, crediamo sia palesemente titolato per essere riconosciuto come monumento. Ci affidiamo alla sensibilità del Governo e dei nostri parlamentari per far sì che si rimendi a questa mancanza quanto prima. Un gesto doveroso per il valore artistico e simbolico che il Giordano esprime”.
“Spiace leggere le doglianze della sindaca Episcopo e della Assessora Amatore in merito ad una paventata esclusione del nostro teatro dal novero dei teatri dichiarati monumento nazionale”. Lo dichiara il deputato foggiano di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra.
“Spiace principalmente giacché il testo normativo non esclude in alcun modo il Giordano di Foggia dal suddetto elenco, consentendo che lo stesso possa accedere comunque allo specifico riconoscimento, e ciò anche a latere del fatto che il provvedimento sia ancora in prima lettura. Probabilmente la corsa dell’amministrazione comunale nelle piazze del capoluogo di regione ha distratto i nostri amministratori dallo sviluppare campagne di comunicazione e valorizzazione su beni di cui la città di Foggia è capitale, come ad esempio l’immenso patrimonio rappresentato dagli ipogei urbani, per i quali – nello specifico – il Governo ha impegnato se stesso a campagne di promozione e valorizzazione dirette proprio sui Comuni”.










