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Home - “Giù le mani” a Manfredonia, le commissarie revocano l’incarico al comandante del Corpo di Polizia Locale

“Giù le mani” a Manfredonia, le commissarie revocano l’incarico al comandante del Corpo di Polizia Locale

È accusato di "omissioni e false dichiarazioni". Dal Comune ecco la revoca con "effetto immediato"

Di Redazione
14 Marzo 2024
in Cronaca, Manfredonia
Vincenzo D'Anzeris

Vincenzo D'Anzeris

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“Revoca Decreto di nomina Comandante ad interim del Corpo di Polizia Locale”. Questo l’oggetto di un decreto delle commissarie di Manfredonia che hanno rimosso dalla carica il comandante della Polizia Locale Vincenzo D’Anzeris, indagato nell’inchiesta “Giù le mani”.

“Visto il proprio precedente decreto n. 4 del 21.11.2023 con il quale, nelle more di espletamento di ulteriori procedure pertinenti previste in materia, è stato individuato quale comandante – Responsabile del Corpo di Polizia Locale ad interim il Commissario Capo Vincenzo D’Anzeris; Considerato che il provvedimento in parola, espressamente riferito ad una vigenza temporanea, debba essere revocato, al fine di addivenire a nuove soluzioni organizzative, indispensabili per preservare e rafforzare l’immagine del Corpo di Polizia locale, posto a servizio dell’interesse pubblico, quale causa esclusiva della sua azione amministrativa; Ritenuto, pertanto, di dover revocare con effetto immediato il decreto di nomina del Commissario Capo Vincenzo D’Anzeris innanzi citato; Visto l’art. 50, comma 10 del Decreto Legislativo 1 Il Decreto n. 4 del 21.11.2023 di nomina del Comandante ad interim del Corpo di Polizia Locale è revocato con effetto immediato”.

E ancora: “Il Dirigente ad interim del Settore di Staff II – Dirigente Amministrativo di Polizia Amministrativo di Polizia Locale provvederà ad adibire il Commissario Capo Vincenzo D’Anzeris ad altro servizio afferente al profilo professionale di appartenenza”.

Nell’imputazione dell’ordinanza “Giù le mani” si legge che D’Anzeris avrebbe reso “dichiarazioni false o comunque taceva in parte ciò che sapeva”. L’ormai ex comandante è finito nella vicenda delle onoranze funebri di Grazia Romito, quest’ultima ai domiciliari. La sua agenzia, nonostante l’interdittiva antimafia, avrebbe continuato ad operare attraverso il prestanome Luigi Rotolo (divieto di dimora a Manfredonia).

Una serie di intercettazioni tra la Romito, l’ex assessore ai Lavori Pubblici Angelo Salvemini (finito ai domiciliari) e D’Anzeris non collimerebbero con quanto riferito dal vigile al pubblico ministero in una escussione dell’1 marzo 2023. “Nel corso dell’audizione – riporta l’ordinanza cautelare di 190 pagine della gip Eronia – affermava di aver ammonito la Romito ad interrompere l’esercizio di ogni attività funebre (tra cui il recupero salme), in ragione dell’informazione interdittiva antimafia applicata ala ditta individuale della donna, precisando che avrebbe potuto accedere al cimitero di Manfradonia solo per motivi personali (culto dei defunti)”.

Successivamente D’Anzeris avrebbe dichiarato “di aver recentemente notato la Romito all’interno del cimitero di Manfredonia e che, in tale occasione, le chiedeva di giustificare la sua presenza; quest’ultima gli comunicava di poter accedere in quanto era una dipendente della Santa
Lucia Srls. D’Anzeris avrebbe inoltre riferito di aver ricevuto conferme dall’Ufficio Attività produttive del Comune in merito all’autorizzazione di tale impresa, aggiungendo che successivamente il titolare della Santa Lucia Srls gli consegnò l’autorizzazione e il contratto di assunzione della Romito”.

Sempre D’Anzeris “ometteva – si legge sempre nell’ordinanza – qualsiasi riferimento alle telefonate e agli incontri con la Romito organizzati per il tramite del Salvemini al fine di rassicurarla e di legittimare la presenza all’interno del cimitero (“… ecco perché dopo quando mi hai, quando mi hai scritto c’è bisogno di qualche?… no! Io poi, proprio per farla.. fare ehm… metterla a posto… ho detto fammi una richiesta dove vuoi partecipare… ai recuperi… ecco però… dice sì… sì… si dov’è il problema… e abbiamo chiarito… quella opera… tranquillamente”)”. Secondo la gip, il comandante D’Anzeris avrebbe mostrato asservimento al Salvemini, assessore della Giunta Rotice che – secondo l’impianto accusatorio – si sarebbe speso per salvaguardare l’attività della Romito.

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Tags: Manfredonia
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