Ha spiazzato tutti la notizia di Gianni Rotice nuovamente candidato sindaco del centrodestra unito a Manfredonia. Per diversi motivi. Uno sarebbe quello di un’opposizione feroce dei Fratelli d’Italia a tale ipotesi politica. Sabato sera ci sarà un incontro del direttivo regionale meloniano: con la candidatura dell’ex primo cittadino disarcionato ci sono degli equilibri che saltano in tutta la Capitanata e forse anche nel resto della Puglia.
Ebbene se davvero l’imprenditore avesse la meglio, Forza Italia non presenterebbe la lista e salterebbe anche la coalizione a San Severo, sacrificando così la candidatura in pectore di Rosa Carolina Caposiena.
Dopo le recenti indagini, l’ex sindaco avrebbe fatto un passo in avanti, mentre tutti erano impegnati e leggere e a stravolgere le intercettazioni. Come si sa, a Manfredonia i meloniani sono divisi in due gruppi, quello dello storico esponente di destra Vincenzo Loriso e quello di Matteo Robustella, ex democristiano dell’area del coordinatore provinciale Giannicola De Leonardis. L’azione di Rotice è stata quella di accelerare i passi di Robustella al tavolo locale del centrodestra.
“Rotice non è una persona che unisce, ma ha un modo sommesso, da vittima, di presentarsi. In questo momento De Leonardis fa spallucce, ma ad oggi il motivo di discussione tra Forza Italia e Fratelli d’Italia lo sta creando Giandiego Gatta con il suo no all’avvocato Vincenzo Di Staso che è anche l’avvocato di Gianni Rotice. Per motivi di opportunità né i dirigenti provinciali, né i regionali e né i nazionali vogliono Rotice candidato sindaco, la sua figura è molto controversa. La presidente Colosimo è stata la prima a stroncarlo”, riferisce a l’Immediato un esponente di primo piano del partito di Giorgia Meloni. Fu lo stesso Bignami, uomo di vertice di FdI, a chiudere le porte a Rotice circa un anno fa.
Intanto si è espresso anche il commissario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia. Ecco la sua nota: “Ho scritto ai colleghi coordinatori regionali Marcello Gemmato, Roberto Marti e gli altri della coalizione, per capire se vogliono che a Foggia si scateni un clima da far-west o se è possibile tutelare quello che ritengo essere un valore fondamentale: l’unità del centrodestra. Le divisioni che si stanno profilando non possono che condurre ad una sconfitta certa e, come commissario regionale, ho l’obbligo di esperire ogni strada utile alla ricomposizione della nostra coalizione. Perciò, ho chiesto che si riunisca il tavolo regionale, allargato ai coordinatori provinciali, per discutere delle provinciali e dei Comuni chiamati al voto”.












