È destinata a far discutere la ricerca di un dirigente amministrativo da parte del Comune di Manfredonia. Ad oggi l’ente di Palazzo San Domenico è privo di alcune figure apicali all’interno della tecnostruttura dove figurano soltanto tre dirigenti a tempo indeterminato ed uno a tempo determinato, quest’ultimo gravato da numerose “deleghe”. Infatti, l’amministrazione comunale ha proceduto alla modalità “dell’interpello” per assegnare il servizio di “Gestione delle Risorse Umane”.
L’interpello è riservato ai dipendenti del Comune di Manfredonia con contratto a tempo indeterminato in possesso della qualifica dirigenziale o appartenenti all’area dei funzionari. Il tentativo, però, è stato vano per i requisiti “impossibili” applicati dall’ente. Oltre ai canonici titoli di studio, è richiesto “l’esercizio per almeno un quinquennio – si legge – delle funzioni dirigenziali nell’area della gestione delle risorse umane, sia per gli aspetti giuridici che del trattamento economico, in organismi, enti pubblici o privati, ovvero aziende pubbliche o private”. Tale requisito si intende “soddisfatto se, per almeno cinque anni – è scritto ancora -, si è ricoperto un ruolo dirigenziale in organismi ed enti pubblici o privati”.
Ma il bello deve ancora venire perché, udite udite, tra i requisiti si chiede di “aver maturato, per almeno dieci anni (della serie “largo ai giovani”, ndr), concrete esperienze di lavoro subordinato nel settore della gestione delle risorse umane sia per gli aspetti giuridici che del trattamento economico in posizioni funzionali per l’accesso alla dirigenza”. Nel documento comunale si legge anche che “l’incarico sarà conferito dal sindaco per la durata di tre anni ed avrà decorrenza giuridico-economica dalla data indicata nel contratto individuale di lavoro; prima della scadenza si potrà estenderne la durata fino al termine massimo di anni cinque”.
All’interpello ha partecipato il solo Antonio Lombardi, dipendente a tempo indeterminato dell’ente, “inquadrato nell’area dei funzionari e della elevata qualificazione, con il profilo di specialista di vigilanza”. Il suo tentativo, però, è stato respinto in quanto la sua candidatura è stata “trasmessa al protocollo dell’ente oltre il termine di scadenza del 18 agosto 2023”.
Il Comune ha quindi dichiarato “conclusa, per mancanza di candidature presentate entro il termine prescritto, la procedura di selezione mediante interpello interno indetta con propria determinazione n. 1154 del 11/08/2023″. Nessuno, infatti, ha avanzato la propria candidatura, forse proprio per il requisito “monstre” che taglia le gambe a molti validi professionisti.
Palazzo di Città proverà a correre ai ripari attraverso un bando di concorso – “amministrazione trasparente” – allargato anche agli esterni. Ampliando la platea dei papabili sarà cassato quel requisito?
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