La sceneggiata politica di Manfredonia si è conclusa, almeno per il momento. Il sindaco Gianni Rotice ha annunciato di aver ritirato le dimissioni: “Questa stamattina ho ritirato le dimissioni dalla carica di sindaco”, ha scritto su Facebook, unico canale di comunicazione a lui noto.
“Ho maturato questa decisione dopo lunghe giornate di riflessione e confronto, non solo con gli ambienti politici. Infatti, il sincero sostegno ed i numerosissimi attestati di stima ricevuti in questi giorni da parte delle istituzioni (quali?) e dei cittadini (interessati?), mi hanno fatto giungere alla conclusione che, per senso di responsabilità e per tener fede all’impegno assunto nel novembre 2021 con l’elezione a sindaco, questa amministrazione comunale, debba continuare a perseguire gli obiettivi programmatici di governo per dare a Manfredonia risposte e soluzioni ai tanti problemi con una fase di rilancio socio-economico e di concretizzazione di importanti progetti e finanziamenti”.
Rotice fa sapere che “in questi giorni – in cui il Comune e gli assessori non hanno mai interrotto le attività nell’interesse dei cittadini -, ho, altresì, aperto all’ascolto a tutte le forze politiche della città, seppur non vi sia stata risposta positiva per le ragioni espresse nei loro comunicati che, dal canto mio, rispetto. Ma, nonostante ciò, unitamente al supporto dei cittadini, ritengo che ci siano tutte le condizioni per poter proseguire questo percorso con rinnovati entusiasmo e determinazione nell’interesse del bene di Manfredonia e dei cittadini manfredoniani”.
Il sindaco-imprenditore resta dunque in sella ma con quale squadra di governo? Prima della crisi era stato defenestrato il vicesindaco e si era dimesso l’assessore al Personale. Inoltre, tre consiglieri di Forza Italia sono passati all’opposizione rendendo la maggioranza risicatissima. Rotice sarebbe stato letteralmente salvato da alcune “trame di palazzo” come quella di Adriano Carbone, consigliere comunale imputato in “Omnia Nostra”, processo ad un clan mafioso. Carbone si è prima dimesso, nel più classico dei bluff, poi ha ritirato le dimissioni facendo pressioni sull’opposizione paventando persino posti di governo per alcuni storici “rivali” del sindaco. Lo stesso avrebbe fatto l’assessora Antonella Lauriola, più preoccupata di non avere “ruoli” piuttosto che del futuro della città.
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