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Home - “I Montanari mantengono l’egemonia e catalizzano gruppi emergenti”. La Dia scava nella mafia garganica

“I Montanari mantengono l’egemonia e catalizzano gruppi emergenti”. La Dia scava nella mafia garganica

Di Redazione
14 Settembre 2023
in Inchieste
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“Le dinamiche del promontorio garganico sembrerebbero, al momento, segnate da una fase di stallo determinata soprattutto dagli eventi che hanno colpito le due principali compagini di quell’area, ovvero il clan dei montanari Li Bergolis e quello dei Lombardi-Ricucci-La Torre (oggi sarebbe più corretto chiamarli Lombardi-Scirpoli-Raduano, soprattutto alla luce della morte di Pasquale Ricucci e dell’ascesa di Francesco Scirpoli e Marco Raduano, ndr)”. Lo riporta la Direzione investigativa antimafia nel report relativo al secondo semestre del 2022.

“Il significativo ridimensionamento di quest’ultima consorteria ha determinato taluni vuoti che se, da un lato, possono essere colmati dal clan dei montanari, dall’altro, potrebbero riattualizzare le mire espansionistiche della mafia foggiana il cui interesse era già emerso nel programma ambizioso della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza. Il ruolo svolto da tale articolazione, infatti, al di là dell’esito della contrapposizione fa i due clan garganici, è stato determinante perché ha mutato gli assetti dell’intera area garganica per collocarla al centro di un aggregativo progetto unitario, coinvolgendo le più qualificate articolazioni una volta legate al clan di Mario Luciano Romito”, il boss ucciso nella strage di San Marco del 9 agosto 2017.

“Le risultanze investigative degli ultimi anni, che di fatto hanno interrotto questo ambizioso progetto criminale, hanno descritto il ruolo promotore assunto dalla batteria foggiana che ha trasformato quelle originarie e contingenti alleanze in sinergie strutturali tali da produrre condivisi piani operativi. Nell’intero territorio garganico il clan dei montanari di Monte Sant’Angelo sarebbe, comunque, in grado di mantenere la sua egemonia grazie alla sua struttura familistica, nonché alla capacità di catalizzare i gruppi criminali emergenti nel promontorio, implementando le sue proiezioni extraterritoriali che, tra l’altro, hanno favorito l’interazione con sodalizi mafiosi meglio strutturati quali la ‘ndrangheta. Grazie all’asse sinergico con i montanari e dopo il ridimensionamento subito dalla decennale contrapposizione armata con la famiglia Ciavarrella, il sodalizio Tarantino originario di San Nicandro Garganico sembrerebbe poter contare anche su giovani leve e su vecchi sodali ritornati in libertà.

Nel semestre di riferimento, proprio la città di San Nicandro Garganico si è rivelata snodo importante per il traffico degli stupefacenti come documentato dalle due operazioni ‘Acca 24’ e ‘Acca 24.2’ che hanno colpito taluni gruppi criminali in grado di rifornire le piazze di spaccio di San Nicandro Garganico, Apricena, Poggio Imperiale e Lesina. Tra gli indagati figurano anche elementi di spicco della criminalità garganica ritenuti vicini ai clan Di Summa-Ferrelli, Cursio e Tarantino. Nello specifico, la prima indagine ‘Acca 24’, conclusa dalla Polizia di Stato il 27 ottobre 2022, ha permesso di acclarare l’esistenza di ‘un’intensa attività di cessione di stupefacenti nel Comune di Apricena da parte di soggetti che erano soliti acquistare stupefacente del tipo cocaina da soggetti di San Nicandro Garganico’. Con la seconda inchiesta ‘Acca 24.2’ del 4 novembre 2022, ‘proprio partendo dall’attività illecita svolta in San Nicandro Garganico, si è accertato che alcuni degli indagati erano soliti porre in essere la condotta all’interno di un circolo’ privato del medesimo Comune e che gli stessi intrattenevano rapporti con soggetti operanti tra Lesina e Poggio Imperiale dai quali si approvvigionavano di droga per soddisfare le esigenze della piazza sannicandrese”.

Infine, Vieste dove “i vuoti di potere, creatisi a seguito delle incisive azioni di contrasto delle forze di polizia e della Magistratura, potrebbero riacutizzare gli interessi criminali dei due ‘poli mafiosi’ ovvero quello dei montanari e dei mattinatesi. Il delicato tessuto criminale di quel territorio potrebbe, peraltro, originare azioni di rivalsa della famiglia Notarangelo che, colpita duramente a seguito della sanguinosa faida scissionista registrata nel periodo 2015-2019, si era divisa in due fazioni contrapposte: i Raduano e gli Iannoli-Perna. Nel contesto criminale descritto si richiama l’agguato teso il 10 agosto 2022137, tra gli altri, ad un soggetto legato da vincoli di parentela ai vertici del clan Notarangelo, il cui boss (Angelo Notarangelo detto “cintaridd”, ndr) è stato assassinato il 26 gennaio 2015″. (In alto, il delitto di Gentile a Mattinata, boss del clan Lombardi)

Tags: mafia Gargano
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