È un’opera infinita la seconda tangenziale di Foggia, meglio conosciuta come Orbitale. La grande arteria è ferma da almeno un anno nei pressi del Rione Biccari per il ritrovamento di un villaggio neolitico sotto osservazione dalla Sovrintendenza.
Ma non è tutto. Nei mesi scorsi la Rup, l’architetta Tina Morra ha dovuto determinare uno studio per l’attuazione delle misure di sicurezza rispetto al rischio idraulico nell’area di Via Napoli interferente con un tratto stradale dell’Orbitale di Foggia, necessario al
superamento delle criticità idrauliche da attuare nelle more del collaudo dell’intervento denominato “Santa Giusta”, ricade nell’ambito di applicazione del D.Lgs n. 163/2006 e che consta di interventi strettamente complementari alla costruenda Orbitale attraverso soluzioni di trasparenza idraulica.
Insomma l’attraversamento trasversale del tracciato dell’Orbitale così come è potrebbe non superare le criticità in corrispondenza delle intersezioni con le aree a pericolosità idraulica. Del resto spesso Via Napoli si ritrova allagata in corrispondenza delle aperture della diga del Consorzio per la Bonifica di Capitanata situata a San Giusto in agro di Lucera.
Intanto sulla strada già completata sono cominciate le ruberie, come comunica a l’Immediato un lettore, che ci scrive: “L’opera pubblica più grande e costosa degli ultimi anni a Foggia è attualmente in uno stato pietoso di completo abbandono ed è ovviamente preda dei “cannibali” che la stanno letteralmente depredando. I ‘predoni’ stanno razziando di tutto, dai chiusini delle caditoie ai pali e alle lampade della pubblica illuminazione. Per rubare le lampade hanno addirittura segato i pali dell’illuminazione. Vi chiedo di rendere pubblica questa mia segnalazione ed interessare il Commissario prefettizio affinchè prenda provvedimenti sulla tecno-struttura e sui responsabili dei lavori sollecitandoli a portarli a termine e consegnare l’opera finita a perfetta regola d’arte ultimata ed agibile affinchè la collettività possa fruirne”.













