Emergono anche delle differenze territoriali molto marcate. Se nel settentrione il valore medio dei salari del 2019 era sui 40 euro circa, al sud era di 30 euro con una variazione del 33% a vantaggio del Nord. Nel 2021 la retribuzione media giornaliera più alta d’Italia è stata per i dipendenti del privato nella provincia di Milano (124 euro). Poi quelli di Bolzano (104,8 euro), Parma (103,8), Bologna (103,4), Modena (102), Roma (101,3), Reggio Emilia (100,6), Genova (99,8), Trieste (99,4) e Torino (98,5). Gli stipendi giornalieri più bassi, invece, sono stati pagati a Trapani (67,1 euro), Cosenza (66,8), Vibo Valentia (66,7) e, infine, a Ragusa (66,5). Gli operai e gli impiegati con il maggior numero medio di giornate lavorate nel 2021 sono stati quelli a Lecco (259,5 giorni). Seguono i dipendenti privati di Vicenza (258,2), Treviso (256,9), Lodi (256,7), Pordenone (256 giorni), Bergamo (255,6), Padova (255,4), Cremona (254,8i), Reggio Emilia (254,1) e Modena (252,2).
Le province, infine, dove i lavoratori sono stati “meno” in ufficio o in fabbrica sono state quelle di Crotone (200,7 giorni), Lecce (200), Rimini (199,5), Agrigento (199,3) Salerno (198,7), Foggia (198,4), Cosenza (196,8), Trapani (195,6), Nuoro (193,7), Messina (193,4) e Vibo Valentia (177,2). Dal confronto della retribuzione media giornaliera relativa al 2021, i dirigenti italiani percepiscono un emolumento del 577% superiore a quello degli operai. Se ai primi viene dato una paga lorda di 500 euro a fronte di 291 giorni di lavoro all’ anno, ai secondi la stessa sfiora i 74 euro per un totale di giorni lavorati pari a 219. La paga degli impiegati, invece, è di 97,5 euro, mentre i quadri hanno 219 euro al giorno. Mentre i settori dove le retribuzioni giornaliere sono state più alte hanno interessato gli occupati del settore creditizio-finanziario-assicurativo (170 euro lordi), dell’estrattivo (163,5), del comparto energia elettrica-gas, etc. (161,3), dell’informazione-comunicazione (126,4) e nel manifatturiero (107,2). I meno pagati, invece, sono alle dipendenze degli imprenditori del settore noleggio-agenzie di viaggio e servizi alle imprese (68,2) e, infine, gli addetti al settore ricettivo e alla ristorazione (56 euro). (Ansa).













