All’Asl Foggia i controlli anti corruzione: “Qui fatture liquidate anche due volte”. Tempi pagamento? Ancora lunghi

Arriva il “Moss”, nuovo sistema di monitoraggio della spesa sanitaria. Sarà utile a controllare i mandati di pagamento di ogni centrale di spesa anche per evitare “fenomeni corruttivi”

Si chiama “Moss” il nuovo sistema di monitoraggio della spesa sanitaria, partito in via sperimentale nelle Asl di Foggia e Lecce. Nelle intenzioni, servirà a controllare i mandati di pagamento di ogni centrale di spesa anche per evitare “fenomeni corruttivi”. “Non succederà più che si paghino due volte le stesse fatture”, commenta il commissario straordinario di via Prontano, Antonio Nigri. La massa dei flussi è imponente, con circa 20mila procedure l’anno da mettere sotto la lente della cabina di regia messa in piedi con la Regione Puglia. La piattaforma gestita da Engineering, tuttavia, sta creando non pochi mal di pancia tra i fornitori, proprio in un periodo critico per il combinato disposto della pandemia Covid e della crisi energetica. Peraltro, a fine anno, tra partite di chiusura ed emolumenti (tredicesime) per i dipendenti, ogni ritardo potrebbe essere particolarmente gravoso se non fatale per la tenuta dei conti. Mediamente, i tempi di pagamento attualmente viaggiano sui 45 giorni. Per i parametri canonici essere sotto i 60 giorni in sanità è un buon risultato. Se però si analizzano i tempi medi europei – 30 giorni -, si comprende la necessità di accelerare per ridurre l’impatto sulle imprese del settore, soprattutto in una provincia costantemente in affanno.

“Siamo partiti a metà novembre e c’è stato uno sforzo immane perché questa sarà una vera e propria rivoluzione – commenta Nigri -, abbiamo report settimanali che confermano la bontà del percorso intrapreso. Siamo ben oltre i 17mila mandati di pagamento nel 2022 e solo negli ultimi giorni abbiamo chiuso le procedure per altri 500 bonifici. In alcuni casi parliamo anche di 20milioni di euro, questo per comprendere l’entità della partita”. Lo “spiazzamento” del primo step dell’avvio della nuova piattaforma, però, ha trovato resistenze – a detta dei vertici superate – in una tecnostruttura carente e in là con l’età, che fa fatica a mettersi al passo di un cambiamento di paradigma di tale portata.

“Il personale è stato affiancato e si sta adeguando al nuovo sistema che cambia tutto il processo di una organizzazione complessa come la nostra – continua -, bisogna considerare che c’è da controllare non solo la sede centrale ma tutti i gangli di spesa periferici di un’azienda da oltre 1,3 miliardi di euro l’anno. Immaginiamo impatti positivi non solo sulla qualità della spesa, ma a regime anche sul miglioramento dei tempi di pagamento delle fatture”. Nel nuovo impianto, tutto viene ‘condiviso’ nella piattaforma, dal Durc ai giustificativi delle prestazioni, per permettere una ‘radiografia’ perfettamente aderente tra dati e processi decisionali.

“Il nuovo sistema contabile ci consente anche di comprendere le leve da attivare per migliorare la performance aziendale – aggiunge Nigri -. Permetterà, inoltre, di implementare la completa dematerializzazione dei procedimenti applicando, in modo pervasivo e nel rispetto delle norme, la filosofia ‘zero carta’ in tutte le aree dell’operatività amministrativo-contabile. Tutto ciò, con la garanzia di elevati standard in termini di sicurezza, rispetto della privacy e tutela dei dati sensibili”. Poi un passaggio sulla “semplificazione” organizzativa nella governance strategica, indotta dalla carenza di personale, con la centralizzazione di tutte le competenze. I direttori Michelangelo Armenise (amministrativo) e Franco Mezzadri (sanitario) si ritroveranno ad affrontare il compito complesso di ‘sopperire’ alle carenze in organico e provare a far sterzare l’Asl con un nuovo impianto tecnologico. Una strada imposta che nell’arco di un paio di mesi darà indicazioni sul tracciato disegnato per superare l’impasse del piano operativo. 



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