Lucera custodisce gli occhiali di Papa Celestino V? Le mattinate Fai scuola all’insegna della riscoperta

La preziosa teca racchiude un paio di occhialetti a pinzetta, alcuni grani di rosario, un pezzetto di porpora cardinalizia e molto verosimilmente un pezzetto di pantofola

Dal 21 al 24 novembre a Lucera si terranno le Mattinate Fai scuola. Quest’anno saranno interessate due location: il Circolo Unione 1860 in piazza Duomo dove Massimo Troisi giro il film “Le vie del signore sono finite”e la Cappella di San Bartolomeo sita in Via IV Novembre presso il Convitto Nazionale “Ruggiero Bonghi”. Il circolo situato in un palazzo del 1700 è nato un anno prima dell’unità d’Italia e custodisce molte opere rilevanti e tele di grande importanza come quella del De Mura.

“Ogni anno cerchiamo di preparare al meglio gli apprendisti ciceroni e ricerchiamo in biblioteca le migliori chicche culturali da far raccontare, oltre alla preziosissima storia che la città custodisce”, afferma Giuseppe Toziano del Gruppo Fai di Lucera.

“Durante un visita in Biblioteca per ricercare info aggiuntive mi sono imbattuto in un pezzo interessantissimo; di seguito un sunto dell’articolo scritto nel 1988 da Antonio Orsitto sul giornale il Centro, trovato in Biblioteca, dal titolo: Preziose reliquie della cappella del convitto nazionale “R. Bonghi”. gli occhiali di papa Celestino V.

Oltre a numerosi dipinti di ottima fattura della Scuola napoletana del primo Settecento di cui il Solimena fu caposcuola e Francesco De Mura, nella Cappella di S. Bartolomeo Apostolo annessa “R.Bonghi”, si trova custodito un prezioso reliquiario seicentesco di papa Celestino V.

La preziosa teca racchiude un paio di occhialetti a pinzetta, alcuni grani di rosario, un pezzetto di porpora cardinalizia e molto verosimilmente un pezzetto di pantofola. Non si conosce la storia di questa reliquia né quando fu affidata ai Celestini del Convento di Lucera. Per certo si sa che Papa Celestino V (Pietro Angeleri da Morrone), opposto “il gran rifiuto” al peso della podestà papale dopo circa quattro mesi di pontificato, non potendo continuare la sua vita di devozione nelle grotte di Morrone, fugge di nascosto inseguito, pare, dall’abate di Monte Cassino e dal camerlengo di Bonifacio VIII, il cardinale Benedetto Caetani, suo successore, e arriva in Puglia sulla  montagna del Gargano. Qui intorno al 1295 visita di nascosto la grotta del Santuario di S. Michele Arcangelo. Fermato a Vieste e consegnato a Carlo II, viene condotto ad Anagni dal nuovo pontefice il quale, temendo che di lui altri si servissero per provocare uno scisma, lo fece rinchiudere sotto sorveglianza nella torre del castello di Fumone presso Alatri, dove il vecchio eremita mori nel 1296. Circa l’origine della chiesa dedicata all’Apostolo S. Bartolomeo in Lucera si sa che risale al primo decennio del secolo XIV e fu edificata per ordine di Giovanni Pipino Giovanni da Barletta, maestro razionale della curia angioina, dopo che il 25 agosto del 1300 ebbe a sostenere vittorioso gli ultimi attacchi dei saraceni.  Una leggenda vuole che, lì dove il capo delle milizie angioine cadde dal cavallo e miracolosamente si alzò, ivi fece erigere la chiesa cui seguì la costruzione di un convento per i frati del lo Spirito Santo, detti anche Celestini perché seguaci della regola di papa Celestino V.  I Celestini vennero successivamente dotati e forniti di laute prebende e rimasero a Lucera fino al 1807″.

Toziano conclude: “Da questo articolo nascono varie domande: è vero che Lucera custodisce gli occhiali di papa Celestino V? Perché non esporre gli occhiali in un Museo? Gli storici, la Soprintendenza o chi di dovere possono approfondire? Non abbiamo la certezza, ma dare una notizia positiva è sempre un piacere, per noi e per le nuove generazioni, confermando che la biblioteca può essere ancora sede di nuove ed emozionanti scoperte, soprattutto se andiamo a visitarla”.



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