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Home - Uno screzio per futili motivi, poi il regolamento di conti al Luna Park. Sospettato e vittima ben noti agli inquirenti

Uno screzio per futili motivi, poi il regolamento di conti al Luna Park. Sospettato e vittima ben noti agli inquirenti

Di Francesco Pesante
2 Settembre 2022
in Cronaca
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Sarebbe un 24enne, come preannunciato da l’Immediato nell’imminenza dei fatti, l’autore della sparatoria al Luna Park di Manfredonia nella notte tra il 31 agosto e l’1 settembre. I sospetti degli investigatori sarebbero ricaduti su Michele Vairo, un giovane del posto già noto agli inquirenti anche se su di lui non risultano, mentre scriviamo, provvedimenti giudiziari relativi a quanto accaduto. Vittima Giovanni La Torre, 46 anni, ferito ad una gamba, conosciuto dalle forze dell’ordine per i precedenti di rissa, lesioni e porto illegale d’armi.

Ma cosa avrebbe armato la mano di Vairo? A quanto trapela, ci sarebbero stati degli screzi tra i due già nelle ore precedenti agli spari. Futili motivi, nulla che sia riconducibile alla criminalità organizzata bensì ad un presunto acceso diverbio tra il 24enne e il figlio di La Torre. L’epilogo al Luna Park, dove Vairo aveva una bancarella di bevande. Preoccupato dalla presenza di La Torre, il giovane si sarebbe procurato l’arma e, approfittando di un momento di distrazione della vittima, avrebbe fatto fuoco davanti a centinaia di persone terrorizzate. In queste ore procedono le indagini per fare piena luce sull’episodio, un fatto di cronaca finito anche sulla stampa nazionale scatenando forti reazioni e grande indignazione.

I precedenti dei due “rivali”

La Torre, detto “il figlio di Costanzo”, macchiaiolo, ovvero originario della frazione “Macchia” di Monte Sant’Angelo, venne arrestato nel 2017 insieme a Giuseppe Impagnatiello detto “Zuridd” e a Mario Scarabino alias “Lo zio” quest’ultimo ben noto all’antimafia per una lunga serie di reati. Scarabino fu coinvolto anche nella maxi operazione “Iscaro-Saburo” contro la mafia garganica ed è zio materno di Pasquale Ricucci detto “Fic secc” il boss del clan Lombardi-Ricucci-La Torre ucciso l’11 novembre 2019 proprio davanti alla sua abitazione di Macchia. Scarabino e Impagnatiello figurano anche tra gli indagati di “Omnia Nostra”, blitz del dicembre scorso contro il clan in questione, egemone tra Manfredonia, Macchia e Mattinata, con diramazioni a Vieste grazie all’alleanza con il clan Raduano.

La Torre, Impagnatiello e Scarabino furono fermati dai carabinieri nel 2017 accusati di aver messo in atto una sorta di “spedizione punitiva” ai danni di un giovane di Mattinata che il giorno dopo avrebbe testimoniato contro il mattinatese Andrea Quitadamo detto “Baffino junior”, all’epoca elemento di rilievo del gruppo Lombardi-Ricucci-La Torre, oggi collaboratore di giustizia.

Vairo, invece, fu arrestato nel 2018 con l’accusa di appartenere ad una gang di 20enni che ripuliva le abitazioni degli anziani. Con Vairo venne beccato anche Tommaso Tomaiuolo, 26 anni, ritenuto dagli inquirenti vicinissimo ad Enzo Miucci detto “U’ Criatur”, reggente del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci-Lombardone, rivale storico dei Lombardi. Vairo e Tomaiuolo, insieme ad altra persona, vennero inoltre accusati a vario titolo, sempre nel 2018, dei reati di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, ricettazione, favoreggiamento reale e personale. (In alto, La Torre e Vairo; sullo sfondo la polizia al Luna Park di Manfredonia)

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Tags: Luna Park
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