“Tracollo penitenziario di Foggia, necessario un comandante titolare per la sede”. L’appello di Uspp

La posizione del sindacato dopo gli ultimi avvenimenti

“Basiti nell’apprendere che alcuni sindacalisti diffondano informazioni e notizie su indagini tuttora in corso”. Lo riporta in una nota l’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria di Puglia e Basilicata. “Ci riferiamo – proseguono – al rinvenimento nei cortili della cinta muraria (dell’istituto di pena di Foggia) di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti (circa 2 chili di hashish, marijuana, e cocaina), numerosi smartphone e microcellulari, macchinetta per tatuaggi e bevande alcoliche. Strumenti e sostanze contenute in involucri lanciati dall’esterno della struttura penitenziaria. Dettagli diffusi da una sigla sindacale che forse è più idonea ad occuparsi di metal-meccanici che di operatori della sicurezza. Ma tant’è, a buoi fuggiti, inutile chiudere la stalla. Per cui anche noialtri si rimane sul pezzo. E siamo in obbligo di dover correggere il proto-metalmeccanico. Infatti si riferisce di nominativi che avrebbero coordinato l’attività di prevenzione, ma che in realtà non erano nemmeno presenti in servizio nella data riportata”.

E continuano: “Unici, in solitaria, sin dai tempi pre-rivolta, denunciamo il tracollo penitenziario di Foggia, ormai giunto al capolinea, per condizioni di servizio e di sicurezza interne fuori controllo, con grave nocumento per l’incolumità del personale e della funzionalità istituzionale, a tutti i livelli dell’amministrazione, non ultimo ciò che emerso nell’ultima visita fatta in carcere da questa sigla. Con l’occasione, ribadiamo la necessità di un comandante titolare per la sede, basta provvedimenti provvisori, e soprattutto, non ri-assegniamo chi ha palesemente fallito nel recente passato, e non solo a Foggia. Infine, va il nostro plauso a chi ha realmente partecipato a questa operazione di interdizione del malaffare. Non ci curiamo dei giochetti di irrilevanti pseudo-sindacalisti ed annessa corte dei miracoli”. (In alto, un’immagine della rivolta del 9 maggio 2020)



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