Giustiziati nelle campagne del Foggiano, possibili legami tra i casi Cirillo e Ciociola. Si indaga

Dal passato riemerge la vicenda del bracciante agricolo manfredoniano, ucciso con le stesse modalità usate per i due cerignolani. Bocche cucite tra gli inquirenti ma c’è aria di svolta

Possibili collegamenti tra il duplice omicidio di Gerardo e Pasquale Cirillo e la morte di Giuseppe Ciociola, il manfredoniano trovato senza vita nei campi di Zapponeta nel marzo del 2021.

Ma andiamo per gradi: per l’uccisione dei due Cirillo, padre e figlio cerignolani, è stato arrestato il 45enne di Trinitapoli Giuseppe Rendina detto “Pinuccio”. È emerso che l’uomo aveva rapporti di lavoro con i Cirillo e con loro stava per iniziare la semina dei carciofi. Rendina avrebbe ucciso per soldi, un debito di circa 13mila euro ma non è chiaro se l’avesse contratto lui nei confronti delle vittime o il contrario.

Il 45enne era già noto agli inquirenti in quanto sottoposto ad obbligo di firma dopo una condanna per droga in Romania. Rendina venne arrestato in Italia su mandato di arresto europeo. Dopo la morte dei Cirillo si era reso irreperibile ma, come è noto, è stato pizzicato in un’abitazione di Trinitapoli e sottoposto a fermo. L’uomo si dice innocente.

Intanto, dal passato riemerge la vicenda di Giuseppe Ciociola, 60enne manfredoniano ucciso il 12 marzo 2021, a pochi chilometri di distanza dal luogo del ritrovamento dei corpi dei Cirillo. Ciociola fu trovato senza vita in un casolare di “Alma Dannata”, località di Zapponeta. Al momento non c’è nulla di ufficiale ma tra i due casi di cronaca ci sarebbero collegamenti. “Auspico che si possa fare ulteriore luce sull’omicidio di Giuseppe Ciociola, anche nel rispetto dei suoi familiari”, ha dichiarato l’avvocato Francesco Le Noci che rappresenta i figli del manfredoniano.

Ci sarebbero punti in comune: anche Ciociola, infatti, venne ammazzato con un colpo d’arma da fuoco alla nuca in aperta campagna. La morte del 60enne bracciante agricolo è rimasta nel mistero per oltre un anno: Ciociola non aveva problemi con la giustizia e la sua uccisione lasciò tutti di stucco per le atroci modalità. Oggi, però, potrebbe esserci la svolta: i familiari se lo augurano fortemente.

Nel frattempo, il neo prefetto di Foggia Maurizio Valiante ha accolto con soddisfazione la notizia del fermo di Rendina: “All’esito di un’ininterrotta e congiunta attività d’indagine e di articolate ricerche – riporta una nota divulgata dalla Prefettura -, le Forze di Polizia della Squadra Mobile della Questura di Foggia, del Commissariato di P.S. di Cerignola e della Compagnia Carabinieri di Manfredonia, hanno sottoposto a fermo una persona di Trinitapoli, pregiudicata, indiziata di essere l’esecutore materiale del duplice omicidio di Gerardo e Davide Cirillo, i cui corpi erano stati rinvenuti senza vita lo scorso 31 luglio nelle campagne di Cerignola”.

“Compiacimento per l’immediata, capillare ed efficace attività investigativa della
Polizia di Stato e dei Carabinieri”, ha detto Valiante nel giorno del suo insediamento in Prefettura. “Constato con enorme soddisfazione come la risposta dello Stato sia stata immediata, non solo nel disporre controlli mirati e straordinari, ma anche nell’assicurare in tempi rapidi alla giustizia il presunto responsabile del duplice omicidio che ha scosso di recente questo territorio. L’attenzione delle Forze di Polizia del territorio, con il coordinamento della Prefettura, e sotto la direzione della Magistratura, continuerà ad essere intensa e costante nell’attività di prevenzione e contrasto ad ogni forma di criminalità” ha proseguito Valiante che, nel giorno del suo insediamento, ha voluto subito elogiare “l’incessante ed encomiabile operato di tutte le Forze dell’Ordine, reso tangibile dai brillanti ed immediati risultati investigativi conseguiti in questa vicenda, e che dovranno ora essere sottoposti al vaglio della competente autorità giudiziaria”. (In alto, a sinistra, Rendina; a destra, i due Cirillo e Ciociola)

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come



In questo articolo: