140 intellettuali per conoscere il Gargano, ecco la “Carta di Calenella”: “Sfida vinta”

Rauzino. “Non è possibile che quasi tutte le biblioteche del Gargano sono dismesse. Questo è un grosso problema che va risolto”

18 giugno 2021 – 18 giugno 2022. La carta di Calenella, il Manifesto firmato da ben 140 studiosi ed intellettuali del Gargano ha celebrato il primo anno di vita. Esattamente come un anno fa, l’assemblea si è svolta nel villaggio turistico di Calenella in territorio di Vico del Gargano dove gli autori di questa iniziativa culturale si sono incontrati per tirare le somme di un anno di attività culturale. A guidare il gruppo di studiosi è il prof. Nello Biscotti.

“La Carta di Calenella oggi è un gruppo ben nutrito formato da ben 140 persone di tutto il Gargano e di diversi ambiti disciplinari  (scientifico, tecnico, umanistico, giuridico, storico ed economico-sociale),  che ha ha fatto sua l’idea di condividere i propri percorsi di studio e di ricerca per sviluppare conoscenze, dati e informazioni su aspetti culturali, sociali, storici e scientifici riguardanti il Gargano. In questo anno la mission si è concretizzata in incontri, definiti ‘Adunanze’, che si sono svolte in diversi paesi del Gargano: Vico, San Nicandro, Manfredonia, San Marco in Lamis, Peschici e Vieste. Un anno fa – aggiunge Biscotti – era una scommessa, oggi possiamo dire che la sfida l’abbiamo vinta”.

Tra i primi problemi da affrontare, la pubblica lettura sul Gargano. Molte biblioteche comunali sono chiuse e vanno immediatamente riaperte. “Dobbiamo passare alla fase dei fatti – ha aggiunto il professor Saverio Russo, presidente del FAI Puglia e tra i fondatori della Carta. Dobbiamo incalzare le pubbliche amministrazioni affinché risolvano i problemi ad iniziare da questo delle biblioteche”. Tra gli interventi da sottolineare anche quello della professoressa Teresa Rauzino. “Non è possibile che quasi tutte le biblioteche del Gargano sono dismesse. Questo è un grosso problema che va risolto, e noi della Carta di Calenella ci occuperemo anche di questo”.



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