Nel centro di Foggia un progetto avveniristico: “Le Redini del Cavallo”. L’architetto Pertosa lo presenta ad Emiliano

L’idea progettuale, piena di aree verdi, mira a rendere il capoluogo sostenibile e all’avanguardia, secondo concepts e percezioni visionarie, ricche di presenza di arte pubblica contemporanea

Architetto o visionario? È stata questa la domanda che è stata rivolta al professionista Roberto Pertosa che all’inaugurazione del comitato civico Resto a Foggia di Giuseppe Mainiero, davanti al governatore Michele Emiliano, ha presentato il suo progetto per il centro storico, le Redini del Cavallo.

“La percezione del futuro è un’attitudine che appartiene solo a pochi. Ossia a coloro i quali sono dotati di tutti quegli strumenti utili per combattere l’irreversibilità. Questi strani e folli soggetti, che si oppongono sistematicamente alla consuetudine rivolti verso l’utopia della visione, sono soliti chiamarsi Visionari, e svolgono i mestieri più svariati. Io mi ritengo un visionario che tenta di osare lo straordinario e che di mestiere fa l’Architetto”, ha spiegato a Parcocittà.

Se Foggia è così degradata è anche perché dal lontano Piano Urbano nessuna amministrazione ha mai pensato di valorizzare e “gentrificare” il centro storico. È questa una delle certezze venute fuori nel corso della serata che ha scatenato tante polemiche, a destra come a sinistra.

Fa parte del comitato anche l’architetto Roberto Pertosa che insieme al collega Luca Caputo ha ideato un progetto pilota per la zona centrale di Foggia, denominata testa di cavallo, dal titolo “Le Redini del Cavallo”. L’idea progettuale, piena di aree verdi, mira a rendere il capoluogo sostenibile e all’avanguardia, secondo concepts e percezioni visionarie, ricche di presenza di arte pubblica contemporanea.

“Essenziale è l’intenzione di ripensare lo spazio pubblico nel suo rapporto con lo spazio privato, al fine di restituirgli nuovamente il suo ruolo di spazio domestico deputato alla vivibilità, alla percorrenza, all’evocazione e alla meditazione”, ha annunciato Pertosa a Parcocittà.

L’idea è molto piaciuta ad altri suoi colleghi presenti alla manifestazione, come Michele Sisbarra, da sempre impegnato nella riqualificazione di immobili privati e Virginio Stanziale che insieme alla figlia architetta ha elaborato dei piani per il centro storico e i Quartieri Settecenteschi.

Le Redini del Cavallo è un intervento avveniristico di riconcettualizzazione di un ampio pezzo di città che investe Via Arpi, Piazza Mercato, Via Manzoni, l’ultimo tratto di Corso Garibaldi, Via Fuiani, su cui da tempo insiste il lavoro di artisti contemporanei coordinati da Sinuhe da Foggia per sensibilizzare la collettività contro il degrado, fino a inglobare Piazza Aldo Moro, e che preservi e valorizzi le caratteristiche morfologiche del Borgo antico, identificato dalla “Testa di Cavallo”, la forma del centro storico), con interventi chirurgici di adeguamento e di connessione tra gli innumerevoli vuoti urbani segmentati, tramite una sorta di “effetto Tetris” che possa trasformare le aree disgregate in luoghi di aggregazione, in una sequenza costante di “piazze passanti” che si integrino con il sistema delle corti pubbliche-private circostanti, riproponendo, con strategia contemporanea, il sistema dei cortili interni caratteristici dell’urbanistica foggiana.

Innumerevoli le stazioni passanti disseminate lungo i percorsi, nuclei attrezzati, estrusioni generatrici che provocano e rimodellano insistentemente il luogo generando un landscape connettivo.

Nel progetto si prevede la pedonalizzazione di ampi tratti, collegandoli alle aree pedonali già consolidate da rettificare parzialmente, col fine di integrare un costruito autosufficiente, da un punto di vista energetico, all’interno del tessuto urbano della città esistente, rivisitando totalmente il concetto di viabilità e di spazio pubblico, perlomeno nell’ambito delle zone di intervento, che funga da esempio da perseguire e da diffondere, innescando il cosiddetto effetto domino.

“Il nostro progetto trarrà spunto in maniera significativa dalla nuova icona della città, la tanto agognata Stele in Piazza Nigri, rappresentazione del Sapere, posta a commemorazione del VIII centenario dell’arrivo di Federico II a Foggia. Si prevede infatti una consistente sinergia tra quest’ultima e un’altra icona fondamentale, storica e consolidata, che si identifica nell’Epitaffio, rappresentazione della Transumanza. Entrambe, ‘fondendosi’ fisicamente e visivamente, raffigureranno simbolicamente la ‘Transumanza del Sapere’ che si traduce con il disegno di un’impronta organica di connessione a terra il “fiume della percorrenza”, e che si materializza con il raggiungimento della “Torre di vetro della Conoscenza”, simbolicamente intesa come ulteriore nuova stele, a totem della storica Porta di Bassano Porta Piccola, collegata, tramite un simbolico ponte pedonale sospeso, al Polo Universitario”.

Pertosa e Emiliano