L’imprenditore che non si lascia estorcere dalla mafia foggiana: “Non bisogna nutrire i parassiti”

La storia di Lazzaro D’Auria sulla testata olandese AD. “Nel gennaio di quest’anno ci sono stati nove attentati in nove giorni contro uomini d’affari che si sono rifiutati di pagare i soldi dell’estorsione”

“Gli imprenditori italiani non si lasciano estorcere dalla mafia: ‘Non bisogna nutrire i parassiti’. Questo il titolo di un approfondimento della testata olandese “AD”. I giornalisti hanno ripreso la storia di Lazzaro D’Auria, vittima di attentati ed estorsioni per mano della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza della “Società Foggiana”. D’Auria ha avuto il coraggio di denunciare gli aguzzini e costituirsi parte civile nei processi. Ha anche preso parte alla neonata associazione antiracket, fondata poche settimane fa nel capoluogo dauno.

“La città di Foggia, nel sud Italia, è da anni afflitta dalla criminalità organizzata – riporta AD -. Nel gennaio di quest’anno ci sono stati nove attentati in nove giorni contro uomini d’affari che si sono rifiutati di pagare i soldi dell’estorsione. Eppure è tutto relativamente tranquillo intorno alla mafia foggiana. Un allarme suona ogni volta che qualcuno entra o esce dal parco di Lazzaro D’Auria. D’Auria è un imprenditore agricolo alle porte di Foggia, nel sud-est dell’Italia. Ha 2.500 ettari di terreno su cui coltiva, tra le altre cose, pomodori, piselli e finocchi. ‘Ci sono 4 milioni di euro di mezzi agricoli e camion sul sito’, dice l’imprenditore, mentre due agenti di polizia lo tengono d’occhio costantemente. ‘Ogni notte li rimettiamo tutti qui in modo che non si danneggino’“. —> Qui il Servizio della testata olandese

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