Comunali 22, tutte le sfide nel Foggiano: molti sindaci puntano al bis. A Carpino Ruo vuole spodestare Di Brina

C’è attesa a Monte Sant’Angelo dove D’Arienzo intende confermarsi. Al voto anche a Carpino, Castelluccio dei Sauri, Chieuti, Ischitella, Tremiti, Motta Montecorvino, Orsara, Rignano, Rodi, Roseto e Stornara

È stata fissata la data delle elezioni amministrative del 2022. Il primo turno delle elezioni locali, che coinvolgerà 970 comuni, di cui 21 capoluoghi di provincia e 4 capoluoghi di Regione, si terrà il prossimo 12 giugno: nella stessa data, verranno votati anche i cinque quesiti ammessi dalla Corte Costituzionale per il referendum abrogativo sulla giustizia. Il Consiglio dei Ministri ha indicato anche la data del secondo turno delle elezioni amministrative, fissato per il 26 giugno.

In Capitanata c’è attesa per il Comune di Monte Sant’Angelo, dove correrà per il secondo mandato il sindaco dem Pierpaolo D’Arienzo. Il piddino ha riunito attorno alla sua figura tutto il centrosinistra, dagli emilianisti ai civici di sinistra, passando anche per il M5S. Non è ancora noto il candidato del centrodestra anche se si fa il nome di Donato Troiano e del dottor Ciliberti.

Oltre al Comune all’Arcangelo, votano altri undici centri: Carpino, Castelluccio dei Sauri, Chieuti, Ischitella, Isole Tremiti, Motta Montecorvino, Orsara di Puglia, Rignano Garganico, Rodi Garganico, Roseto Valfortore e Stornara.

Tante le sfide interessanti per i sindaci in carica, che si candidano per la seconda volta. Da Rocco Di Brina a Carpino a Michele Fentini delle Tremiti che vuole restare in sella ma dovrà vedersela con Peppino Calabrese, fino al ritorno nell’agone politico dell’ex sindaco di Orsara Mario Simonelli.

Tra le tante personalità carismatiche anche quelle di Carmine D’Anelli e Lucilla Parisi, rispettivamente primi cittadini a Rodi e a Roseto. Michele Azzellino, 37 anni, ed ex uomo di Carmine D’Anelli dal 2007 al 2012, quarto degli eletti alla sua prima esperienza in consiglio e poi secondo degli eletti nella consiliatura di Nicola Pinto sindaco, si propone come l’alternativa al suo ex leader locale.

Interessante la situazione a Rignano Garganico: il sindaco Luigi Di Fiore e il suo competitor Matteo Stanco potrebbero essere scalzati dal gruppo di imprenditori agricoli che sta cercando di coalizzarsi per presentare un proprio nome individuato nell’emilianista Giosuè Del Vecchio.

A Chieuti è forte l’accordo del centrosinistra per l’uscente Diego Iacono, mentre a Stornara gli emilianisti si dividono dalla compagine ufficiale del sindaco uscente Calamita che presenta in continuità il socialista e vicesindaco Roberto Nigro. Sarà Lucia Raffaele, una avvocata giuslavorista il nome alternativo della partita dei 5 Reali Siti. Ad Ischitella l’intesa dei civici e dell’attuale consigliera provinciale Lucrezia Cilenti promuove a candidato sindaco l’attuale vice Nobiletti. A Castelluccio dei Sauri c’è un gruppo storico del MoVimento 5 Stelle vicino al parlamentare Giorgio Lovecchio: pentastellati, emilianisti e Pd stanno dialogando per trovare un nome comune da candidare contro l’azzurro Mattia Azzone, attuale vicesindaco di Antonio Del Priore e vicinissimo al presidente della Provincia Nicola Gatta.

Dopo anni di lavoro forsennato, come secondo, Rocco Ruo, ex amministratore provinciale quando la Provincia era ancora ente di primo livello, scende in campo direttamente come candidato sindaco nella sua Carpino città degli olivi. E non le manda a dire contro il suo competitor, il sindaco uscente e urologo dem Rocco Di Brina. Ruo un tempo vicinissimo a Leo Di Gioia e ora riapprodato nell’accampamento del consigliere regionale Giandiego Gatta, era stato per qualche anno elettore di Michele Emiliano. Ma oggi è dall’altra parte. E si rivolge a tutti quei ragazzi carpinesi “che non intendono rassegnarsi, che non ci stanno ad accettare il baratro in cui Di Brina e i suoi compagni hanno infilato Carpino”. La sua è una chiamata alle armi per chi si sente libero. “Noi siamo in campo per mandare a casa chi ha considerato i cittadini sudditi. Per smetterla con l’interesse politico che prevale sull’interesse collettivo. Per dimostrare che Carpino ha bisogno di sviluppo e non della sola e cinica gestione del potere esercitata sotto l’ombrello degli amministratori regionali”. (In alto, D’Arienzo, Parisi e D’Anelli; sotto, Del Vecchio con Emiliano e Ruo)

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