I manoscritti della mafia foggiana: stipendi e lista delle estorsioni. Per il pizzo “quattro livelli di riscossione”

Cassa comune, importi dovuti ai sodali e racket: in una recente inchiesta sui clan spuntano “gli appunti” della “Società”. Paghe al ribasso a causa delle numerose operazioni delle forze dell’ordine

I manoscritti della mafia foggiana nelle carte di una recente inchiesta sui clan della città. Tornano al centro delle indagini la “cassa comune” e gli “stipendi agli associati”. Conferme arrivano dal pentito Carlo Verderosa, collaboratore di giustizia dalla fine del 2018. L’uomo ha svelato una “rimodulazione al ribasso” delle somme corrisposte a boss e picciotti, “in ragione dei minori introiti a seguito delle operazioni di polizia effettuate”. Gli inquirenti ricordano l’arresto di Rocco Moretti junior, 25enne figlio del boss Pasquale e nipote del capomafia Rocco. A casa del giovane vennero ritrovati “i conteggi della sostanza stupefacente ceduta con indicazione dei quantitativi e delle somme ricevute e/o da ricevere, gli importi dovuti all’associazione da alcuni spacciatori per l’esercizio dello smercio di sostanze stupefacenti e da alcuni imprenditori locali, l’elenco di appartenenti all’organizzazione malavitosa con l’indicazione delle rispettive cifre corrisposte a titolo di stipendio mensile”.

“Verderosa – scrivono ancora gli inquirenti – ha reso dichiarazioni su fatti e circostanze attinenti le dinamiche e le attività del sodalizio criminoso, appresi nella sua qualità di componente di spicco, indicando inoltre l’attuale assetto della ‘batteria’ di cui faceva parte (i Moretti-Pellegrino-Lanza, ndr), e specificando ruoli e compiti di quelli attualmente in libertà, con specifico riferimento all’esistenza della ‘cassa comune’ quale strumento in cui far confluire i lucrosi proventi illeciti delle attività delittuose perpetrate dal sodalizio da cui attingono il denaro per l’assunzione delle spese legali e di mantenimento e assistenza dei sodali detenuti e per il sostentamento economico degli affiliati attraverso il pagamento del cosiddetto stipendio; al pagamento degli stipendi di importi variabili, a seconda del ruolo occupato all’interno dell’organizzazione”. 

“Il collaboratore di giustizia ha poi citato, nominativamente, i destinatari dei rispettivi stipendi, precisando che gli importi riportati nel manoscritto erano stati rimodulati al ribasso”. Il pentito avrebbe spiegato che la causa era da ricercare “nelle importanti azioni repressive operate di recente, che avevano generato una carenza di liquidità nelle casse del sodalizio, facendo restringere il raggio d’azione delle pratiche delittuose”.

  • Zio Rocco” identificato in Rocco Moretti, 1.000 Euro;
  • “Zio Vito” identificato in Vito Bruno Lanza, 750 Euro;
  • “Nardino” identificato in Leonardo Lanza, 750 Euro;
  • “Savino” identificato in Savino Lanza, 750 Euro;
  • “Ernesto” identificato in Ernesto Gatta, 500 Euro;
  • “Fausto” identificato in Fausto Rizzi, 500 Euro;
  • “Stuppin” identificato in Francesco Abbruzzese, 750 Euro; 
  • “Franco T” identificato in Francesco Tizzano, 500 Euro;
  • “Fabio T” identificato in Fabio Tizzano 1.000 Euro;
  • “Giuseppe A.” identificato in Giuseppe Albanese 1.000 Euro;
  • “Sassolino” identificato in Alessandro Moretti, 800 Euro;
  • “Scarafone” identificato in Massimo Perdonò, 1.000 Euro;
  • “Osgar” identificato in Francesco Pesante, 750 Euro;
  • “Lascia La” identificato in Antonio Salvatore, 750 Euro;
  • “Francesco” identificato in Francesco Sinesi, 500 Euro; 

“L’elenco degli stipendiati – proseguono gli inquirenti – si alimentava anche dei seguenti soggetti, sempre puntualmente citati dal collaboratore, sul conto dei quali non era stata formulata alcuna contestazione nell’ambito del p.p. 5557/17-21 DDA – operazione ‘Decima Azione'”: 

  • “Marco” identificato in Marco Salvatore Consalvo, 750 Euro;
  • “Tommaso” identificato in Tommaso D’Angelo, 1.000 Euro;
  • “Tonino M.” identificato in Antonio Miranda, 500 Euro;
  • “Zio Enzino” identificato in Antonio Vincenzo Pellegrino, 1.000 Euro;
  • “Gnegne” identificato in Gianluca Locampo 750 Euro;
  • “Rocco Picc.” identificato in Rocco Moretti classe 97, 750 Euro;
  • “Pasquale” identificato in Pasquale Moretti, 1.000 Euro;
  • “Carlett” identificato in Carlo Verderosa, 750 Euro;
  • “Niko” identificato in Nicola Valletta, 750 Euro;
  • “Pacc e cul” identificato in Michele Morelli, 1.000 Euro; 
  • “Leonardo” identificato in Leonardo Gesualdo, 750 Euro;
  • “Pierino” identificato in Pietro Stramacchio, 750 Euro;
  • “Mimmo” identificato in Domenico Valentini,750 Euro.

“Nell’interrogatorio il collaboratore ha riferito anche sulla ‘lista delle estorsioni’ in cui erano censite alcune attività imprenditoriali assoggettate e alcuni spacciatori assoggettati al pagamento del ‘punto’. Anche queste indicazioni sul modus operandi del sodalizio mafioso – a parere degli inquirenti – trovano piena corrispondenza nella ricostruzione investigativa emersa sulla base degli ulteriori elementi di prova acquisiti. Quanto alla contabilizzazione dei proventi dell’attività estorsiva, il collaboratore evidenziava che la ‘lista’ era articolata su quattro livelli di riscossione: quella mensile; quella dei tre mesi; quella dei quattro mesi; quella annuale”.

I conteggi della sostanza stupefacente ceduta con indicazione dei quantitativi e delle somme ricevute e/o da ricevere

Si tratta di liste che, secondo le carte dell’inchiesta, “costituivano la certificazione contabile del pagamento degli stipendi ai sodali mediante i ricavi illeciti ottenuti dalla riscossione delle estorsioni. Le dichiarazioni del collaboratore hanno fatto emergere la sussistenza di una cassa comune a più livelli, secondo le quattro distinte forme di articolazione, della tangente estorsiva. Lo stesso, indicava poi Rocco Moretti junior e Marco Salvatore Consalvo quali attuali ‘cassieri’ – rispettivamente della riscossione mensile e di quella trimestrale – oltre che custodi e responsabili dell’intero ammontare dei proventi illeciti per conto della ‘Società’; Verderosa ha specificato, inoltre, che, in una fase intermedia, tale compito era stato svolto da Savino Ariostini (il quale, unitamente allo stesso Carlo Verderosa, a Nicola Valletta e a Rocco Moretti classe ’97 si sarebbe anche occupato della stesura delle liste).

Deve infine rilevarsi come il procedimento ‘Decima Azione’ sia stato definito, per la quasi totalità degli imputati, con pesanti sentenze di condanna rese all’esito del giudizio abbreviato, mentre il procedimento ‘Decimabis’ è in corso di svolgimento. Molti imputati, fra cui tutti quelli con ruoli apicali cui è stato contestato il reato associativo (Pasquale Moretti, Federico Trisciuoglio, Nicola Valletta e Rocco Moretti Jr) hanno optato per il giudizio abbreviato“. A fine febbraio scorso, la DDA ha avanzato pesanti richieste di condanna per i maggiori imputati. Sentenza tra poche settimane.

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