Sciolto per mafia il Comune di Trinitapoli. Il Governo affida l’ente ad una commissione straordinaria per 18 mesi

Il Consiglio dei Ministri chiude un’era nel paese della Bat. “Accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata”

Ancora un Comune sciolto per mafia in Puglia. È la volta di Trinitapoli, città della Bat, un tempo facente parte della provincia di Foggia, piegata da anni dai clan Gallone-Carbone e Miccoli-De Rosa. Oggi il Consiglio dei Ministri, “su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese – si legge nel provvedimento del Governo -, visti gli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Trinitapoli (BT), ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e il contestuale affidamento della gestione del Comune, per la durata di diciotto mesi, a una commissione straordinaria”. Si chiude, dunque, l’amministrazione targata Losapio che però era sindaco soltanto dal settembre 2020. Vanno ricercate soprattutto nel passato le ragioni di questo scioglimento.

Dagli inizi del 2000, Trinitapoli è scenario di una violenta guerra tra clan per il controllo del territorio, inoltre sarebbero emersi condizionamenti della mafia anche nell’apparato amministrativo. Infine, recenti inchieste hanno evidenziato l’alleanza tra i gruppi criminali trinitapolesi con la malavita foggiana e garganica.

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