La mafia foggiana continua a investire, nuovo istituto di vigilanza. “Stanchi dei soprusi, in questa città non cambia mai niente”

La denuncia di un residente: “Qui la mattina qualcuno si sveglia e pensa di bypassare le leggi e la gente onesta che paga le tasse e investe i propri soldi in questo territorio”

La vigilanza è da sempre un settore a forte rischio di mafiosità come dimostrano alcune recenti inchieste contro i clan foggiani. Ed oggi c’è chi nutre seri dubbi su un nuovo istituto aperto in città sul quale ci sarebbe l’ombra della famiglia Lanza, contigua alla batteria Sinesi-Francavilla. Da non confondere con gli omonimi Lanza legati ai Moretti. “Vi segnalo qualcosa di sconvolgente che sta succedendo a Foggia, anche se ormai a sconvolgerci in questo territorio martoriato dalla mafia non c’è più nulla”, scrive alla nostra testata un residente.

“Vi contatto a nome della gente onesta della città in quanto a poche settimane dall’arrivo in città della ministra Lamorgese, le cose non sembrano cambiate di molto, ci chiedono di denunciare e noi lo facciamo, ma il riscontro non è quello che ci aspettavamo, ecco perché confidiamo nel duro lavoro dei giornalisti che spesso si trovano in prima linea a combattere con noi onesti cittadini”.

E ancora: “Siamo stanchi di vivere pressati da questa cappa di mafiosità che non ci lascia fare passeggiate con i nostri bambini liberamente, siamo stanchi di subire soprusi da gentaglia che non conosce la civiltà. In questa città la mattina qualcuno si sveglia e pensa di bypassare le leggi e la gente onesta che paga le tasse e investe i propri soldi in questo territorio”. Chi scrive segnala “un istituto di vigilanza aperto abusivamente da gente pluripregiudicata. Per chi non lo sapesse, un istituto di vigilanza può essere aperto solo da chi non ha mai avuto problemi di giustizia, ma il soggetto in questione oltre ad aver avuto problemi personali con la legge è imparentato con una famiglia malavitosa di Foggia (Lanza). Immaginate di avere un’attività e vedervi entrare questi soggetti, cosa fareste? Probabilmente cedereste alle loro richieste (chiamasi estorsione); questa gente, guardandola in faccia, non ha bisogno di insistere più di tanto. Ora faccio appello all’aiuto di voi tutti, affinché qualcosa possa smuoversi e iniziare il lungo cammino verso la legalità per questa città”.

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