Elezioni provinciali a Foggia, escluse le liste di Pd e Lega: vizi di forma. Dal Carroccio: “Ricorriamo al Tar”

Restano della partita Insieme per la Capitanata, Fratelli d’Italia, Capitanata Azzurra, la calendiana Capitanata al Centro e la lista centrista e civica del presidente Nicola Gatta “Per la Capitanata”

Si riaprono totalmente i giochi delle prossime elezioni di secondo livello per il rinnovo del Consiglio provinciale di Foggia.
Delle 7 liste, ben due sono state ricusate ed escluse dalla competizione con voto ponderato per vizi di forma legati all’autentificazione dei raggruppamenti e dei candidati. Nel Pd la firma di un autenticatore di Serracapriola non è stata raccolta nel territorio di competenza e nella Lega non risulta valida la firma di accettazione di uno dei candidati.

“Faremo ricorso al Tar”, è l’annuncio del segretario provinciale salviniano Daniele Cusmai. Ma chi conosce bene le procedure di autenticazione annuncia già che sarà una battaglia persa.

Cosa faranno i tanti eletti del Pd? Diserteranno le urne il 30 gennaio? “Credo che il Pd lascerà liberi i suoi consiglieri”, è l’auspicio di un emilianista. Se si considera che il Pd aveva la forza di eleggere 4 consiglieri provinciali, tale forza può essere ora rimbalzata sulla lista di Sergio Clemente, Rosario Cusmai, Antonio Tutolo e il M5S, che potrebbe arrivare a segnare 7/8 eletti.

Ad oggi dunque restano della partita gli emilianisti di Insieme per la Capitanata, unica lista del centrosinistra, Fratelli d’Italia, Capitanata Azzurra, la calendiana Capitanata al Centro e la lista centrista e civica del presidente Nicola Gatta “Per la Capitanata”. Nel frattempo, anche il Pd, attraverso una nota stampa, ha preannunciato ricorso al Tar.



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