Addio al pittore Giuseppe Dalessandro, Cerignola perde il suo “cantore” per immagini. Fu medaglia d’oro per l’arte sacra

Sull’artista anche uomini di cultura come Dino Buzzati e Gianluigi Marianini avevano speso parole di elogio

Cerignola perde una grande personalità della cultura locale. Si è spento all’età di 101 anni Giuseppe Dalessandro, una vera e propria istituzione dell’arte figurativa e pittorica del centro ofantino. Con le sue pennellate ha raccontato 50 anni di storia di Cerignola, tra gli scorci simbolo della città e i momenti della vita quotidiana nella tradizione agricola. La politica e il mondo della cultura locale, sin da questa mattina, stanno diffondendo messaggi di cordoglio alla famiglia, per celebrare un interprete che ha omaggiato la sua città di appartenenza, con decine di mostre ed eventi.

Giuseppe Dalessandro è nato a Cerignola il 28 Marzo 1920, dove ha risieduto e operato come artista per tantissimi anni. Dopo aver appreso l’arte da autodidatta, Dalessandro ha mostrato a tutti il volto di una città in continuo cambiamento, proiettandola anche al di fuori dei confini cittadini. Le sue opere di arte sacra gli hanno consentito anche di ricevere la medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica, alcuni anni fa. La sua opera più ricordata è quella che ritrae il ritrovamento del quadro della Madonna di Ripalta. Ma nella memoria collettiva resteranno anche le raffigurazioni del piano delle fosse (dove l’artista ha sempre vissuto e dove aveva bottega, in via XXV aprile), del Duomo Tonti e di tante tavole imbandite con le tipiche primizie del Tavoliere.

Su Dalessandro anche uomini di cultura come Dino Buzzati e Gianluigi Marianini avevano speso parole di elogio. Nonostante una fervida e continua attività culturale, Dalessandro aveva smesso di dipingere, nell’ultima fase della sua vita. La sua partecipazione ad alcuni eventi artistici era stata limitata anche dalla pandemia e da tutte le restrizioni che ne sono conseguite. Nonostante questo Cerignola porterà con sé un ricordo sempre vivo, rispecchiandosi nella bellezza dei suoi quadri, una bellezza che non si estingue e che si mostra ad imperitura memoria. (in foto, in alto, Giuseppe Dalessandro)