Cinema e promozione turistica, il Gargano riparte dal film su Padre Pio. Il regista: “Progetto nato 5 anni fa”

Il film è stato presentato in conferenza stampa a Monte Sant’Angelo. Presente il grande Abel Ferrara: “Ho sentito che c’erano tutti gli elementi per raccontare una storia forte”

Monte Sant’Angelo è stata scelta da Abel Ferrara per ricostruire i fatti avvenuti nel 1920 a San Giovanni Rotondo: la prima vittoria socialista contadina repressa nel sangue, concomitante con l’arrivo in città del giovane frate in piena crisi mistica che manifesta i primi miracoli e riceve proprio allora le prime stimmate. Il film è stato presentato in conferenza stampa a Monte Sant’Angelo proprio da Ferrara, dal sindaco d’Arienzo e dalla produzione.

Per il sindaco Pierpaolo d’Arienzo: “Monte Sant’Angelo è una città in cui si respira una storia millenaria la cui monumentale bellezza la rende un set cinematografico naturale di grande impatto. Siamo lieti di ospitare questa importante produzione internazionale, un regista come Abel Ferrara e un cast di grandissimo livello ai quali stiamo dando tutto il supporto necessario affinché trovino le condizioni migliori per poter lavorare al meglio nella nostra città. Cinema e promozione turistica rappresentano, infatti, un binomio su cui puntiamo molto poiché in linea e in target con il nostro lavoro di promozione dedicato al brand la Città dei due Siti UNESCO. Grazie ad Apulia Film Commission e alla Regione Puglia che stanno continuando ad investire su questo settore offrendo grandissima visibilità ai territori e alla loro bellezza”.

“Siamo onorati di accogliere questo film in Puglia, a Monte Sant’Angelo, che è un posto magico. Un momento importante di valorizzazione e promozione del territorio e il film, girato in questa stagione dell’anno, dimostra che la Puglia è una regione che si può vivere 365 giorni all’anno. Siamo una terra di accoglienza. La Puglia è femmina poiché nella sua diversità è una terra che accoglie. Auguro un grande successo al film che sarà una bandiera del Gargano, di Monte Sant’Angelo, ma anche di tutta la Puglia”, ha dichiarato Nancy dell’Olio, ambasciatrice della Puglia nel mondo nominata dal presidente della Regione, Emiliano.

Il regista, Abel Ferrara: “Il progetto è iniziato 5 anni fa, quando ho visto l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, qui a Monte Sant’Angelo. Dall’inizio ho percepito l’atmosfera particolare della gente per questo progetto, ho percepito la bellezza di questi luoghi e quindi l’intenzione era quella di realizzare un film mistico, mitico, ma anche vero e reale. Ho cercato di capire il cuore, il vero spirito di Padre Pio, chi era realmente e la sua storia. Abbiamo capito che l’unico modo era cercare nel luogo in cui veramente la storia si è svolta”. L’accoglienza? “Abbiamo ricevuto un benvenuto pazzesco, qui tutto è perfetto”.

Abel Ferrara ha spiegato di aver conosciuto la figura di Padre Pio grazie a suo nonno, che nacque in un comune vicino Pietrelcina nello stesso anno del Santo. “Quando abbiamo scoperto che la sua storia coincideva con la rivolta socialista di San Giovanni Rotondo, l’inizio di una nuova era, ho sentito che c’erano tutti gli elementi per raccontare una storia forte. Non è solo la storia spirituale di Padre Pio, ma quello che mi ha attirato è la sua relazione con le persone vere. La sua potenza e la sua eccellenza come confessore, il suo collegamento spirituale. Tutto questo è un elemento di grande fascino. Una rivelazione sono state le lettere di Padre Pio, il carteggio tra San Marco La Catola e San Giovanni Rotondo” – ha spiegato.
Ferrara ha paragonato Padre Pio – “le sue lettere sembrano scritte da un grande scrittore” – a Pasolini (nel 2014 Ferrara ha diretto proprio un film dedicato al regista, giornalista, scrittore e poeta, ndr): “Sono entrambi dei leoni, hanno vissuto la loro vita per dare ad altre persone. Faccio questo film perché vorrei essere parte di quello che loro avevano e che loro raccontavano”.
Perché ha scelto Shia LaBeouf? “Quando scelgo un personaggio devo essere certo che lui capisca chi sia il personaggio e che crei un’affinità con lo stesso e Shia si proprio immedesimato: un miracolo spirituale – ha raccontato -. Ha passato quattro mesi in un convento tra le montagne in California e tuttora sta compiendo un percorso spirituale. Questa esperienza lo sta trasformando e lui aveva bisogno di questa trasformazione”.



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