La Massoneria a Foggia, in città il Gran Maestro Luciano Romoli per consacrare tempio. “Siamo al servizio dell’uomo”

“Unico fine quello del miglioramento della persona. Associazione si è sempre distinta per essere un’istituzionale liberale e aperta a tutti, senza distinzione di etnia, di sesso e di credo politico o religioso”

La Massoneria è una delle più grandi e antiche confraternite e in Capitanata annovera ben 26 iscritti, ma in tanti bussano alle porte dei due templi presenti a Foggia. Ieri sera la Loggia d’Italia è stata proprio nel capoluogo dauno, in via Piave, da dove ha preso il via il tour pugliese che si concluderà domani sera a Bari. A Foggia conferenza stampa del Gran Maestro Luciano Romoli che ha illustrato i valori e le finalità della massoneria universale.

“La nostra missione – ha dichiarato a l’Immediato Romoli – è quella di essere sempre al servizio dell’uomo. La massoneria è un’associazione che ha come unico fine quello del miglioramento della persona. Oggi ci troviamo all’interno di uno dei due templi di Foggia, sono qui per consacrarlo, cioè per renderlo abile dal punto di vista rituale. Perché la gente si sta sempre più avvicinando al nostro mondo? Perché l’essere umano è interessato. La Massoneria è nata come associazione esclusivamente maschile, ma la Gran Loggia d’Italia si è sempre distinta per essere un’istituzionale liberale e aperta ad ogni essere umano, senza distinzione di etnia, di sesso e di credo politico o religioso; infatti la nostra comunità è composta dal 70% di uomini e dal 30% di donne. Il pensiero massonico è patrimonio dell’uomo, dell’uomo dei suoi tempi e oggi più di ieri perché le ideologie non esistono più, le religioni fanno fatica a tenere il passo della scienza e della tecnologia, mentre la massoneria è sempre attuale perché pone al centro l’uomo”.

Ai nostri microfoni anche l’ispettrice della provincia massonica di Capitanata, Raffaela Frisoli. “Siamo in 26 in tutta la provincia e, grazie al gran architetto dell’Universo, abbiamo numerose persone che bussano alle porte del nostro tempio. Chi frequenta i nostri templi lo fa per accrescere la propria conoscenza personale. E’ un lavoro che si svolge su stessi, quotidianamente e che attinge a quella che è la nostra tradizione per poter favorire il miglioramento dell’uomo. Noi siamo d’esempio nella società con il proprio modus vivendi. Dalle nostre azioni si vede che siamo i veri figli della luce”.



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