Prencipe vuole riprendersi Manfredonia: “Il mio nome aggrega”. Porte chiuse a Riccardi: “Non ci sono le condizioni, troppe ferite aperte”

L’avvocato, già sindaco 20 anni fa, ha ufficializzato la sua candidatura alle amministrative del prossimo 7 novembre. “Mi ha convinto la forte richiesta di tutte le forze politiche della coalizione”

Fino a qualche settimana fa non avrebbe scommesso una virgola sulla sua candidatura a sindaco della città. Oggi, invece, Gaetano Prencipe, professione avvocato (è il legale storico di Rotice, suo principale avversario politico in questa competizione), ha ufficializzato la sua candidatura alle amministrative del prossimo 7 novembre. “Mi ha convinto la forte richiesta di tutte le forze politiche della coalizione. Ho capito che il mio nome era l’unico in grado di aggregare tutta l’area progressista”.

Gaetano Prencipe da qualche anno non ha più la tessera del PD che tuttavia ha sempre sostenuto a livello nazionale e regionale. Quel PD che a Manfredonia ha ritirato il suo simbolo e che insieme ad un fronte progressista tirerà la volata all’ex sindaco. “La mia più che una coalizione è una rete civica aperta a tutti. Non ci sarà solo il PD, ma al momento a sostenere la mia candidatura ci saranno anche i simboli di Verdi, Articolo 1, Rifondazione Comunista e le civiche POP, Molo 21, Progetto Popolare. Saranno liste composte da tanti nomi nuovi, e non sarà un rinnovamento di facciata”. Ma in questo centrosinistra non c’è il movimento politico di Angelo Riccardi, CON. “Non c’è e non ci sarà nemmeno in caso di ballottaggio. Almeno oggi non ci sono le condizioni. Ci sono molte ferite aperte che non possono essere rimarginate”.

Prencipe in conferenza stampa ha chiesto anche di rompere con il passato, nonostante sono 25 anni che a governare è sempre il centrosinistra. Chi ha sbagliato? “Hanno sbagliato in tanti. Rompere col passato significa rompere con una logica e con una incapacità di guardare e di governare Manfredonia avendo davanti un progetto che tenesse. L’ultima amministrazione è caduta sulle proprie gambe perché non c’era più coesione, i consiglieri badavano solo ai propri interessi e lo stesso sindaco non riusciva più a tenere insieme la coalizione”. Il programma? “Le idee ci sono, ci manca la condivisione con la comunità cittadina”. Infine l’annuncio: “In caso di elezione a sindaco non ci sarà un mio secondo mandato”.





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