Monta il caso Kragl, ma Pelusi spegne polemiche: “Avrei i miei motivi per lamentarmi, invece dico brava alla società”

Il dirigente: “Zeman lucidissimo. È il miglior allenatore che direttore e presidente potessero portare a Foggia”

Sono passate già alcune ore dal comunicato ufficiale del Calcio Foggia 1920 che esprimeva il diniego al tesseramento di Oliver Kragl. I malumori tra i tifosi, però, ancora non cessano e per molti il “caso Kragl” è il primo passo falso dell‘era Canonico: per alcuni supporters, il tedesco, con le sue qualità, sarebbe stato un valore aggiunto nella rosa di Zeman; per altri, indipendentemente dalle doti del calciatore, non è stato corretto silurare Kragl a poche ore dalle visite mediche e dopo aver già trovato un accordo contrattuale.
Anche Davide Pelusi, proprietario del 20% delle quote azionarie del Calcio Foggia 1920, ha espresso la sua opinione in merito e sul lavoro svolto fin qui dalla nuova compagine societaria, in un lungo post Facebook.
“Qualcuno pensa che possa avercela con l’attuale dirigenza per la mia estromissione e mancanza di rispetto nei miei confronti, non solo in quanto socio di minoranza, ma soprattutto per le pagine di successo scritte nella storia recente del Calcio a Foggia. Si, potrei avrei i miei motivi per lamentarmi, ma non è nel mio costume. Preferisco dire le cose come le penso con l’onestà intellettuale che mi contraddistingue” ha inizialmente sottolineato Pelusi. Il dirigente rossonero, però, ha anche approvato a pieni voti il lavoro svolto fin qui da Canonico e il suo entourage: “L’attuale società sta facendo bene! L’operazione Pavone-Zeman è ottima e non, come molti pensano, in quanto operazione di marketing, ma come operazione calcistica. Ho avuto modo di parlare con Pavone, poche volte e diversi anni fa e posso garantire che nella sua testa c’è sempre stato un solo pensiero: avere ancora una chance con il Muto“. “Nessuno è come lui”. “È l’unico allenatore che non puoi studiare qualche giorno prima della partita, le varianti sono troppe!”. Una stima enorme da parte del direttore nei confronti del Muto, che ha fortissimamente voluto.

“I due stanno facendo bene, non ancora benissimo, proprio perché le soluzioni e le alternative di gioco sono numerose e ci vuole tempo per assimilarle tutte. Quindi vanno solo supportati dalla società e dai tifosi”. Per il socio di minoranza del Calcio Foggia, l’età avanzata del boemo non è un deficit: “Zeman è lucidissimo, basta seguirlo nelle conferenze, provate a fargli tre, quattro domande contemporaneamente, le mette in fila e risponde a tutte senza dimenticarne una. È il miglior allenatore che direttore e presidente potessero portare a Foggia senza se e senza ma. Se Mario Draghi (3/9/47) può guidare un’intera nazione con ottimi risultati, perché mai un allenatore del 12/5/47, che neanche deve correre dietro la palla e tanto meno fare sforzi fisico-atletici particolari, non dovrebbe poter guidare una squadra di calcio? In fondo deve solo insegnare, far crescere e stimolare dei giovani giocatori”.

Anche a proposito dell’operazione Kragl, Pelusi ha elogiato l’operato della presidenza del club: “La società sta facendo bene e lo dimostra la non venuta di Kragl, decisione che condivido in pieno. Zeman ha bisogno di gente che abbia fame e non di giocatori già sazi. Anche se non è una questione di età. E’ improbabile, ma può accadere che a 40 anni si abbia più fame di un ventenne (Fumagalli ce lo ha dimostrato l’anno scorso). Così come, è improbabile, ma può accadere che degli over 70 possano avere più fame di cinquantenni. Non si possono scavalcare direttore e allenatore e prendere un giocatore solo perché richiesto a gran voce da una parte della tifoseria. Bene ha fatto la società ad ascoltare i suoi tecnici. D’altronde quando un allenatore dichiara “non si può prendere un giocatore solo per fargli battere le punizioni”, il giocatore è bello e che bruciato, e il giornalista arguto avrebbe dovuto capirlo al volo. Se così non fosse stato, se si fossero disattese i desiderata dei tecnici, non faccio fatica ad immaginare che “Zemanlandia-Back to the Future”, come amo definirla, sarebbe bella e che finita ancor prima di iniziare”.

Infine, Davide Pelusi ha mostrato tutto il suo entusiasmo sulla nuova rosa, ricca di giovani, tenendo alte le aspettative per i risultati da conseguire in questa stagione: “Non ho potuto seguire gli allenamenti, ma da quel poco che ho potuto vedere, ci sono tanti giocatori interessanti. Mi entusiasmano i giovani, perché rappresentano un’incognita e una speranza sul futuro: fin dove potranno arrivare, ce la faranno? Così Maselli (che peccato il suo infortunio, ti faccio i miei auguri di pronta guarigione, torna presto), Merkaj, Rocca, Martino, Ballarini, Ferrante sono convinto che ci faranno sognare! E gradatamente nel corso della stagione altri emergeranno. In bocca al lupo alla coppia più anziana, per me esperta, del campionato; non vi curate di nessuno, tanto quello che ci serve da voi sono le vostre competenze ed esperienze, e nessun’altra coppia ne può vantare di più ampie e profonde! E adesso tutti a studiare…ci sono movimenti, schemi e soluzioni da memorizzare il più in fretta possibile!”.



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