Ricoveri “protetti” al Riuniti di Foggia, la denuncia: “Stanze singole solo per i ‘fortunati'”. La replica: “Pazienti fragili, nessun privilegio”

Ricoveri “protetti”, in stanze singole, per parenti dei dipendenti del Policlinico “Riuniti” di Foggia. A denunciarlo sono alcuni pazienti del nosocomio, che hanno raccontato l’esperienza in Cardiologia, nel reparto di Utic. “Esistono stanze singole per i pazienti, mentre la gente comune finisce nelle stanze con letti bis – scrive il parente di un paziente -. In un periodo di pandemia e con pazienti sensibili e cardiopatici sono inaccettabili questi clientelismi – continua -. Per entrare a trovare un mio caro mi hanno chiesto di tutto. Ma quello che ho potuto accertare per sbaglio è scandaloso”.
“La parente della caposala del reparto della struttura di Cardiologia aveva una stanza tutta per lei di fianco ai medici, compreso un letto vuoto per sostare nelle ore notturne, qualora succedesse qualcosa – è riportato nella missiva -. Mentre mio padre poverino, insieme ad altri, condivideva la stanza con un’altra persona e come paziente era numerato con l’ennesimo letto bis. E di bis ce n’erano tanti altri. Sentivo gli infermieri dialogare tra loro nei corridoi quando facevano la terapia: ‘Abbiamo quasi il doppio dei pazienti’. Ma lo sdegno è stato quando qualcuno del personale medico per una pausa caffè nell’area self service sortiva esclamando: ‘Non è più gestibile la cosa, tutti ammassati e qualche <fortunata> di fianco a noi. Poi ho sentito che dicevano: ‘la mamma di una dipendente’. ‘E’ solo un po’ ipotesa, ma ora sta meglio’. Questa cosa se accertata verrà subito esposta alla magistratura – sottolinea -. Non è tollerabile che in una struttura pubblica, queste persone che rivestono un incarico pubblico si appropriano del proprio potere per gestirlo impropriamente e senza scrupoli a discapito di chi magari ne avrebbe più necessità per gravità correlate al quadro clinico”. “Tra l’altro è successo in un reparto di terapia intensiva coronarica dove i ricoveri risulterebbero di grave entità. E’ responsabilità che la direzione sanitaria indaghi e prendi seri provvedimenti. Non essendo al corrente (ora informata), è opportuno che ne accerti la veridicità, prima che lo faccia qualcun altro. È inaccettabile un trattamento diverso in uno stesso reparto che reputo abbastanza all’avanguardia”.

La risposta dell’azienda

Nelle scorse ore è arrivata la precisazione della direzione generale, alla quale l’Immediato ha posto il caso. “La procedura prevede che i pazienti ‘fragili’, ad esempio oncologici in trattamento chemioterapico, come la paziente in questione, o donne gravide etc. siano ricoverati, ove possibile, in stanze singole, che in caso di necessità di posti letto debbano essere tramutate, ed immediatamente disponibili, in stanze doppie – chiosano -. Si precisa, inoltre, che nessun parente della paziente in questione ha sostato nella stanza, soprattutto di notte. Pertanto – concludono -, si conferma che non si sono verificate situazioni anomale e che la paziente di cui trattasi non ha assolutamente goduto di alcun trattamento di favore”.