“La tradizione, la cultura e la storia non hanno padroni ma appartengono a tutti”. Il sindaco Rocco Di Brina difende il Carpino in Folk

Non ci sta il sindaco di Carpino Rocco Di Brina a subire quello che chiama “l’urlo delle marmotte” da parte dell’associazione Carpino Folk festival che volutamente ha interrotto il festival da 2 anni

Non ci sta il sindaco di Carpino Rocco Di Brina a subire quello che chiama “l’urlo delle marmotte” da parte dell’associazione Carpino Folk festival che volutamente ha interrotto il festival da 2 anni.

“Io mi sono preoccupato di farlo continuare attraverso una nuova associazione che si chiama Carpino in folk proprio per non buttare a mare tutte le nostre tradizioni e la nostra cultura”, spiega il primo cittadino a l’Immediato, a cui consegna una disamina delle nuove lotte fratricide tra carpinesi sulle tradizioni dei cantori e della chitarra battente, a pochi giorni dall’avvio del festival sull’Urban Regeneration che ha per direttore artistico il musicista Antonio Pizzarelli.

Ecco quanto scrive Di Brina.

Al risveglio dal letargo fanno sentire le loro urla.

Urla di rabbia e di frustrazione.

Altro che dubbi ed affermazioni ambigue speculative e confusionarie.

La tradizione, la cultura e la storia non hanno padroni ma appartengono a tutti.

Ecco dunque la continuità, quella di portare avanti senza” interessi”ogni iniziativa volta al mantenimento e alla valorizzazione delle nostre peculiarità.

Non abbiamo la aspirazione di imitare modelli a dir poco discutibili che non ci appartengono e sono distanti dalle nostre concezioni culturali, associative e gestionali.

Modelli che pure si sono alimentati con soldi pubblici ottenuti non solo attraverso bandi ma grazie all’impegno di qualcuno che oggi viene preso di mira solo per essersi assunto la responsabilità di non far morire le nostre tradizioni.A proposito, che cosa ha organizzato il CFF con 12.000 euro ricevuti dalla Regione nell’ambito della iniziativa: Custodiamo la cultura in Puglia?

Nessuno ne parla.Tuttavia giova ricordare a tutti che la scelta del ritiro da parte della associazione Carpino Folk festival è stata completamente autonoma e nessuno, men che meno il Sindaco, ha impedito di svolgere il festival nella sua continuità logistica ed artistica.

Lo abbiamo dimostrato che rispettando la legge si può continuare a svolgere le manifestazioni e non interrompere una tradizione.

E così faremo anche quest’anno.

I numeri nella partecipazione ad un evento sono importanti ma non rappresentano l’unico elemento che rende grande l’evento stesso.

Se poi i numeri servono solo a garantire aspetti” economici” la questione assume altri risvolti.

Non mi pare neppure opportuno richiamare gli ideali del fondatore del Carpino folk che sicuramente affondano le radici laddove nascono anche i nostri e certamente molto distanti da quelli di chi ha gestito per molti anni la sua creatura, mettendola poi volutamente a letargo.

Né gli artisti sono “sciocchi servi” ma persone dotate di intelletto e cultura che prestano la loro opera professionale in piena autonomia e nel rispetto del pubblico.

Voglio fare un plauso ai tanti ragazzi che hanno condiviso la preoccupazione di disperdere una tradizione e che si sono messi insieme nella associazione Carpino in folk con l’obiettivo di guardare avanti e migliorarsi.

Una associazione libera, aperta e democratica, laddove non occorrono esami sofisticati del DNA umano per potervi accedere né il passaggio attraverso pseudo organismi rappresentativi, misto di familiarità ed interessi reciproci.

A loro va tutta la vicinanza della amministrazione comunale che rimarrà estranea alle decisioni interne ma che non farà mancare il sostegno necessario.

I presupposti ci sono tutti e le ambizioni non mancano come del resto testimonia il programma del Carpino in folk edizione 2021.

Quando qualcuno lavora per il nostro paese e per la sua crescita, è giusto che una amministrazione comunale rivolga la giusta attenzione.