Ucciso nel Gran Ghetto con una coltellata al petto, chiesti 18 anni di carcere per il killer. La ricostruzione dell’imputato

Alla sbarra c’è Ibrahima Diallo, guineano di 22 anni accusato di aver ucciso il suo connazionale Algassimou Bah

Una condanna a 18 anni di carcere con riconoscimento delle attenuanti generiche è stata chiesta dinanzi alla Corte d’Assise di Foggia dal pubblico ministero Rosa Pensa, per Ibrahima Diallo il guineano di 22 anni accusato di aver ucciso il suo connazionale Algassimou Bah (foto sopra) di 20 anni ad aprile dello scorso anno nel “Gran ghetto” la baraccopoli abusiva sorta nelle campagne di San Severo nel Foggiano.

Quella sera – stando alla versione fornita dell’imputato – il guineano ha offerto da bere al bar del ghetto alla vittima e ad un suo amico. Questi ultimi due avrebbero tentato di impossessarsi del telefonino dell’imputato. Ne sarebbe scaturito un litigio. La vittima – ha ricostruito in aula il guineano – ha estratto un paio di forbici e lo ha colpito al volto. A quel punto sempre il 22enne ha recuperato un coltello ed ha inferto un fendente al petto di Algassimou Bah. Si torna in aula il prossimo 17 settembre. La difesa punta ad ottenere il minimo della pena per eccesso colposo in legittima difesa, oppure per omicidio preterintenzionale.



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