Comune di Foggia, si aggiunge anche Sergio Clemente alle dimissioni delle opposizioni ma le 17 firme sono lontane. Le strategie di Iaccarino

Il vigile del fuoco qualora non ottenesse la sospensiva e non riuscisse a ritornare presidente dopo la sfiducia votata dagli eletti, sarebbe pronto a firmare per destituire Landella. Non prima. E porterebbe con sé anche altri campioni di consenso

“Potrebbe venire a firmare, tanto non avrà la sospensiva”. È schietto il capogruppo dem al Comune di Foggia Lino Dell’Aquila in ordine alla possibilità per Leo Iaccarino di vincere il ricorso al Consiglio di Stato, il cui pronunciamento si avrà il 24 febbraio. Oggi 23 febbraio è il termine ultimo per le opposizioni composte da Pd e M5S per aggregare 17 firme necessarie per lo scioglimento del Consiglio comunale e per mettere fine all’amministrazione Landella.

Al momento sono state depositate 11 firme, ieri con pec inviata al notaio si è aggiunto anche il consigliere regionale Sergio Clemente, che le malelingue raccontavano intenzionato a favorire il sindaco. “Io ho firmato, quei 4 invece sono inaffidabili”, è il suo commento, mostrando il documento a l’Immediato, relativo ai Popolari Pugliesi di Pasquale Rignanese, Danilo Maffei, Tonino Capotosto e Max Di Fonso. Stando ai rumors, fatti circolare dallo stesso Iaccarino, il vigile del fuoco qualora non ottenesse la sospensiva e non riuscisse a ritornare presidente dopo la sfiducia votata dagli eletti, sarebbe pronto a firmare per destituire Landella. Non prima. E porterebbe con sé anche altri campioni di consenso.

Anche se l’indipendente Alfonso Fiore fa sapere: “Con Iaccarino e De Sabato più i 4 Popolari Pugliesi non c’è bisogno della mia firma, sono già 17. Non esiste che io firmi con le opposizioni”. L’idea di molti a destra, dopo gli scandali e certo immobilismo landelliano, è quella di dimissioni diffuse. Sono in molti a mostrare insofferenza verso l’amministrazione, ma i tempi forse non sono maturi per andare dal notaio. La strategia delle firme del resto è replicabile e sarebbe anche più semplice per le opposizioni raggiungere il numero necessario dal momento che vi si aggiungerebbe anche Antonio De Sabato, che ad oggi non ha potuto firmare perché ancora non subentrante con la surroga al dimissionario Leo Di Gioia.





Change privacy settings