Crollano ricavi matrimoni in Puglia, -95% nel 2020. “Erano previsti 18.836 eventi, gran parte rinviati o annullati”

Nel 2020 il settore wedding in Puglia ha subito cali del fatturato pari al 95% e “ancora oggi è tutto fermo”: lo ha detto il presidente di AssoEventi Confindustria, Michele Boccardi, durante l’audizione in IV commissione consiliare sulla crisi del comparto. Boccardi ha evidenziato che l’economia del wedding comprende un indotto a vari cerchi concentrici e si parla di ricavi in Puglia per un miliardo di euro l’anno, grazie ai circa 19mila matrimoni all’anno, dei quali il 10% di stranieri.

La seduta è stata convocata su richiesta del consigliere Francesco Ventola (FdI) al fine di ascoltare nel merito le posizioni degli assessori allo sviluppo economico e politiche della salute. AssoEventi ha chiesto di dare quanto prima una identità giuridica definitiva al comparto con un solo codice Ateco per ottenere i ristori e aiuti.

L’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco ha detto che “è difficile dare delle prospettive sull’andamento della pandemia, ma che sarà sicuramente migliorata la situazione per l’estate prossima anche per effetto delle vaccinazioni e che quindi è disponibile ad incontrare le associazioni del settore per modificare e migliorare il piano per la ripartenza in sicurezza”. Da parte dell’assessore allo sviluppo economico Alessandro Delli Noci è pervenuta “la massima disponibilità alla collaborazione con tutte le parti politiche e sociali per cercare di costruire una strategia risolutiva, nella direzione di poter dare degli aiuti alle aziende fortemente penalizzate”.

“In Puglia nel 2020 avrebbero dovuto celebrarsi 18.836 matrimoni – commenta la consigliera del M5S Antonella Laricchia a margine delle audizioni in IV Commissione sulle difficoltà del comparto del wedding – , ma l’85% degli eventi è stato rinviato o annullato, con un crollo del fatturato passato da un miliardo di euro potenzialmente stimato ai 93.000 euro reali. Almeno 70 tipologie di attività merceologiche legate all’indotto sono in crisi e  si stima una perdita del 90% di fatturato. Numeri che impongono azioni concrete che vadano oltre il colore politico, sia per i ristori agli operatori del comparto che per il rilancio del settore. Il problema principale per quello che riguarda i ristori è dato dalla diversità dei codici ATECO. Per questo ritengo necessaria la creazione di un distretto del wedding, come emerso anche oggi in Commissione, per cui ho presentato una mozione. In questo modo sarà possibile fare sinergia tra tutti gli operatori coinvolti. La priorità è unire gli 82  codici ATECO legati al wedding: tante professionalità e tante imprese di qualità con le quali lavorare per costruire un marchio del wedding pugliese che possa essere conosciuto in tutto il mondo”.

“La maggiore difficoltà che hanno avuto questi imprenditori nel rivendicare i ristori – prosegue Laricchia – è che questo è un settore trainante per l’economia del Sud ed è difficile spesso per una peculiarità del Sud imporsi ai tavoli romani. Il distretto del wedding serve per avere maggiore forza nell’interlocuzione con il Governo nazionale per quello che riguarda i ristori e a programmare il rilancio del settore. Bisogna farsi trovare preparati non appena il Governo consentirà la ripresa delle feste nuziali e programmare gli eventi alla luce dei cambiamenti in atto. Già lo scorso anno ho avviato una interlocuzione con gli operatori del wedding, ho ascoltato le loro testimonianze nel corso di eventi nelle province di Bari, Lecce e Taranto a cui hanno preso parte parlamentari, titolari di aziende colpite dalla crisi e autorevoli esponenti del settore come Santo Versace. La proposta del distretto nasce proprio dal confronto con questi operatori e ringrazio l’assessore Delli Noci che oggi ne ha parlato in Commissione. Auspico che la mozione venga esaminata nel prossimo Consiglio utile e l’impegno da parte nostra sarà per non farla restare solo sulla carta, ma far sì che possa essere un punto di partenza per il rilancio di un comparto trainante per la nostra economia”.



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