Aghilar, ancora violenze: aggredito poliziotto penitenziario. Intanto, nel processo pm produce nuovi e importanti documenti

Omicidio pluriaggravato di Filomena Bruno, test Dna conferma: killer si è fatto la barba prima di uccidere. Legale famiglia vittima: “Tutto premeditato”

Aggiornata dal GUP Dello Iacovo al prossimo 8 febbraio l’udienza preliminare contro Cristoforo Aghilar (presente in videoconferenza dal carcere di Reggio Calabria), per l’omicidio pluriaggravato di Filomena Bruno, avvenuto ad Orta Nova il 28 ottobre 2019. Il pubblico ministero Rosa Pensa ha prodotto i risultati degli esami del DNA effettuati dal RIS dei carabinieri, dai quali risulta confermato che i peli da barba rinvenuti nel bagno dell’appartamento della vittima appartenevano proprio ad Aghilar. Secondo la procura risulta quindi ulteriormente confermata l’aggravante della premeditazione, dato che l’imputato si era appostato in agguato nell’appartamento della Bruno già da diverso tempo prima, molto verosimilmente dal pomeriggio/sera del giorno prima, avendo addirittura il tempo di radersi comodamente. A seguito di questi nuovi documenti, il difensore di Aghilar l’avvocato Marco Merlicco ha chiesto ed ottenuto un rinvio per esaminare gli atti, anticipando comunque la sua istanza di giudizio abbreviato, sulla quale il giudice deciderà alla prossima udienza, insieme alla richiesta di rinvio a giudizio del pm.

I parenti della vittima (i tre figli, l’anziana madre, un fratello e la cognata) si sono costituiti parti civili con l’avvocato Michele Sodrio, da noi interpellato appena conclusa l’udienza: “Ho formalizzato la mia costituzione di parte civile, anche se la nostra presenza nel processo è finalizzata ad arrivare alla giusta pena, più che ad un risarcimento materiale, che già sappiamo sarà ben difficile ottenere da Aghilar, che risulta nulla-tenente. I miei clienti non erano presenti solo perché le disposizioni anti-covid consentono le udienze unicamente alle parti tecniche, ma mi hanno subito chiamato per avere aggiornamenti. Già sapevo da qualche giorno che Aghilar era stato trasferito dalla precedente struttura (il carcere di Lecce), avendo appreso da mie fonti che si era reso protagonista di una grave aggressione contro un poliziotto penitenziario, confermando ancora una volta la sua indole violenta e criminale. Mi opporrò con tutte le forze alla concessione del giudizio abbreviato, dato che la nuova normativa non consente questo rito (che comporta lo sconto di un terzo della pena) per quei reati puniti con l’ergastolo. Siamo fiduciosi che il gup manderà Aghilar a dibattimento, dove di certo si riproporranno le questioni sulla premeditazione. Prevedo che la vera battaglia legale sarà su questo argomento”.



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