Presidenza del Consiglio a Foggia, è già totonomi per il dopo Iaccarino. Apertura minoranze o ricomposizione in maggioranza?

Si lavora per trovare il successore del politico “pistolero”. Intanto Cela dei Gd va giù duro: “La colpa è anche degli elettori che oggi si indignano. Cosa ancora più grave è che tutto si vuole far passare come ‘normale'”

Chi verrà dopo Leo Iaccarino? È già toto nomi per la poltrona della presidenza del Consiglio del Comune di Foggia dopo il caso pistolettate in stile Scarface/Gomorra dal balcone, che ha costretto il politico campione di consensi alle dimissioni per aver sporcato l’immagine dell’istituzione. Il sindaco Franco Landella nel suo brevissimo video lancia tra le righe una prima ipotesi di nuova elezione in aula, quando interpella le opposizioni. Resta in piedi per Landella l’antico desiderio di un governo di salute pubblica aperto alle minoranze, con la piddina Lia Azzarone presidente del Consiglio. Ma dalla maggioranza ci vanno cauti. Alcuni esponenti di primo piano nella Lega e nei Fratelli d’Italia evidenziano che è tutta la maggioranza ad avere “responsabilità di governo”. Ergo. la scelta non può essere solo del sindaco ma di tutta la coalizione, dei partiti, perché “chi vota il nuovo presidente è l’aula”.

Tra le possibilità ci sono la promozione di Giulio Scapato, dal ruolo di vice a presidente, in virtù del suo aplomb istituzionale, ma anche una ipotesi a sorpresa, per soddisfare le cosiddette “anime appese” della maggioranza, ancora deluse dopo il rimpasto. Secondo alcuni questa è l’occasione per poter ricucire in casa Lega e la scelta ricadrebbe in questo caso su Concetta Soragnese. Una donna colta, esperta e preparata per presidente. “A noi serve voltare pagina, ci serve una persona con un altro stile di condotta e che non assuma atteggiamenti duceschi e che ci dia l’operatività”, dice un eletto che rimpiange “l’eleganza” di Luigi Miranda su quella poltrona. Iaccarino nel suo ruolo ha inciso poco, secondo alcuni, passando il tempo più a polemizzare con Landella che ad apportare cambiamenti, anche minimi (si ricordi la razionalizzazione delle spese della carta del legale assicurativo leghista). E anche i suoi riferimenti imprenditoriali, prima fra tutti Paola Parisi di Puglia Recupero, sono ormai distanti. C’è chi avanza anche l’ipotesi Leo Di Gioia. L’ex assessore regionale forse nella minoranza è l’elemento più consapevole, “ma per il suo carattere creerebbe problemi e diverrebbe il contraltare del sindaco. In più non porta nulla in termini di numeri”, spiega un suo oppositore.

Intanto i Giovani Democratici foggiani con il loro segretario Gabriele Cela ci vanno giù duro su Iaccarino. Ecco la nota del giovane studente.

Abbiamo toccato il fondo.

Tutti.

Foggia, la città che tanti cittadini amano, è maltrattata da chi dovrebbe averne cura.

È svenduta a poco prezzo per questioni che nulla hanno a che fare con la cura del bene pubblico.

I cittadini sono insultati quando manifestano liberamente la loro indignazione rispetto a ciò che è evidente a tutti e che tutti stanno subendo: una classe politica che ha trascinato la città all’ultimo posto nella classifica della vivibilità cittadina.

Dal 23 agosto, data in cui il nostro sindaco è passato al partito anti-meridionalista è successo di tutto.

Ma chi pensate di essere? Per fare le regole e non rispettarle,

per prendervi gioco di chi crede nell’impegno civile e politico, di chi ha ancora rispetto delle nostre cariche istituzionali, che voi quotidianamente calpestate, da chi ha la forza, il desiderio e la speranza di immaginare una Foggia diversa, nonostante tutto!

Voi rappresentate la faccia più brutta della politica e non avete il diritto di continuare a “regnare” come sovrani assoluti, sprezzanti delle leggi dello Stato, alle quali voi stessi siete assoggettati e dei cittadini che vi hanno votato.

Avete tradito la città e il vostro mandato politico, avendo vinto per ben due volte la tornata elettorale.

Mi dispiace dirlo, ma la colpa è anche di chi ha espresso la propria preferenza nel segreto dell’urna.

La colpa è anche degli elettori, gli stessi che oggi si indignano, si lamentano delle buche, delle strade al buio, della raccolta indifferenziata inesistente, della criminalità, del degrado materiale, civile e morale in cui sono costretti a vivere. E, cosa ancora più grave, tutto si vuole far passare come “normale”.

Voi non ci farete odiare questa città. Io credo ancora che qualcosa si possa fare, e come me tanti altri, ma non con questi amministratori locali.

Foggia merita di essere amata, non di essere amministrata da persone che non la amano e non la rispettano.