I Monti Dauni ripartono dalle foreste: parte ufficialmente il progetto Eco For Act. “Attivare modelli di sviluppo sostenibile”

La valorizzazione dei servizi ecosistemici delle foreste dei Monti Dauni nel Contratto di Foresta per la  realizzazione del Progetto, passa essenzialmente da 4 azioni. Dall’analisi dei dati alla carta della zonizzazione”

È partito ufficialmente il progetto Eco For Act (of the ecosystem services of the Monti Dauni forests in the Forest Contract). Il Progetto prevede che attraverso il trasferimento della ricerca nel settore forestale e la valorizzazione dei servizi ecosistemici, si possa riportare l’impresa protagonista dell’economia forestale e attivare modelli di sviluppo sostenibile per la nascita di nuove imprese e il consolidamento di quelle esistenti, sviluppando opportunità di lavoro e attività multifunzionali come forma di integrazione al reddito derivante dall’attività di gestione attiva forestale. La presentazione è avvenuta in Webinar (causa Covid), e ha visto la partecipazione dei vari partner del progetto, fra cui la Regione Puglia che, attraverso il PSR relativo alla Misura 16 sulla Cooperazione, Sottomisura 16.2, sostiene progetti pilota per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche e processi tecnologici. Cabina di regia, il Gal Meridaunia (Gruppo d’Azione Locale), che avrà il compito di mettere a sistema i partecipanti al progetto, coordinarlo e comunicarlo. Partner d’eccezione anche per il ruolo affidatogli, l’Università di Foggia. Che avrà la funzione di mettere a punto uno studio del territorio e monitorarlo per dare elementi solidi per l’attuazione del Progetto. Soggetto capofila che ha messo intorno al Tavolo le eccellenze di Capitanata per la realizzazione del Progetto, il Consorzio forestale (Confat), il cui presidente, Mario De Angelis ha aperto l’incontro.

“I Monti Dauni sono una risorsa essenziale per il recupero e lo sviluppo del sistema forestale della Daunia – così De Angelis nel suo intervento di apertura di appuntamento – e da essi riparte l’economia e l’occupazione del territorio. Ecco perché da tempo ci battiamo – ha proseguito il presidente di Confat – nel dare una concreta sinergia al rapporto fra Pubblico e Privato, perché solo facendo sistema si può mettere a ruolo una azione collettiva affinché i Monti Dauni non si svuotino, ed anzi trovino attraverso la Foresta, nuova vitalità Imprenditroriale. Noi lo facciamo ormai da tempo con il nostro consorzio – ha proseguito Mario De Angelis – che con le varie Cooperative associate, cerchiamo ormai da anni di dare opportunità ai vari settori che coinvolgono il sistema boschivo che va dall’impresa forestale a quella turistica fino alla filiera completa dell’agroalimentare. Ed è proprio in quest’ottica che Ecoforcat dovrà agire, mettendo a giro le varie imprese nei vari campi, che prendono “quota” dal ricco sistema boschivo. E per far questo – ha concluso il responsabile del soggetto capofila- avevamo bisogno dello studio autorevole del territorio da parte dell’Università di Foggia, del sostegno della Regione Puglia, della stretta collaborazione degli amici dell’impresa Cooperativistica e da un Coordinamento reale e garante del Progetto, che solo il Gal poteva darci”.

“Infatti – ha spiegato Giovanna D’Alessandro, responsabile di Raccordo delle Misure 1,2 e 16 dell’Attuazione dei  Programmi Comunitari della Regione Puglia – abbiamo accolto con entusiasmo i pochi progetti arrivatici sulla Forestazione (appena tre), perché si tratta di un patrimonio importante della Puglia e la valorizzazione di essi significa portare ‘ossigeno’ alle casse locali e nuova economia all’intera regione. Il vostro progetto che contiene dieci format di sviluppo importantissimi ed interessantissimi – ha sottolineato la D’Alessandro- e lo seguiremo con particolare attenzione, perché essendo ben articolato produrrà lavoro e sviluppo territoriale in più settori, dando forza al sistema cooperativistico che è alla base della sostenibilità dell’Ambiente”.

È stata poi il direttore scientifico del Progetto, Marina Paolucci, ha spiegare nel dettaglio il progetto stesso e gli obiettivi prefissati. “Il territorio dei Monti Dauni si caratterizzata per un vasto patrimonio forestale inutilizzato e da un numero rilevante di imprese rimaste legate all’incertezza dell’aggiudicazione di un bando o di una gara – ha spiegato la Paolucci -. Diventa necessario, dunque, attivare azioni per l’innovazione di capaci di creare un economia sostenibile per ridare dignità ai lavoratori del settore e migliorare la sicurezza dei nostri boschi. Il partenariato intende sviluppare modelli replicabili di processi sostenibili legate alle risorse forestali. Il fabbisogno principale è accrescere il valore dei servizi ecosistemici delle foreste dei Monti Dauni, di cui c’è sempre maggiore richiesta, sviluppando attività legate alla gestione attiva delle superficie boschiva e di attività sostenibili come la produzione di energia da biomasse di origine forestale. Inoltre questa azione – ha proseguito il direttore scientifico – può incrementare la capacità dei territori di proporre un’offerta turistica integrata.

Integrare le attività del settore primario e terziario mediante la diversificazione e la multifunzionalità delle imprese e servizi ricettivi, didattici, pacchetti esperienziali del territorio e dell’ambiente sono le linee guida che si sono dati i portatori di interesse per lo sviluppo locale. Il patrimonio naturalistico, culturale, enogastronomico e artistico presente all’interno dei Monti Dauni è utile a progettare percorsi turistici integrati  come strumenti per la destagionalizzazione dei flussi turistici esistenti – ha inoltre sottolineato Paolucci – e per il prolungamento della permanenza con evidenti ripercussioni positive per le strutture ricettive presenti sul territorio. Infine, il progetto di filiera bosco-legno-energia persegue gli obiettivi specifici del PEI in materia di “Produttività agricola e sostenibilità”, quali: la promozione dell’uso efficiente delle risorse, della riduzione delle emissioni, del rispetto del clima e della resilienza climatica nel settore agricolo e forestale, il miglioramento dei metodi di tutela dell’ambiente, la mitigazione dei cambiamenti climatici. Ma tutto questo parte dall’adattamento ad un’idea innovativa del processo che va dalla la realizzazione di un progetto condiviso con il territorio e con gli attori dello sviluppo attraverso azioni sinergiche per vivere le foreste in maniera sostenibile ed etica”.

Dunque, creare le condizioni per cucire sul territorio le azioni realizzate e altre individuate per  un’offerta completa di gestione attiva del patrimonio forestale che  dovrebbe fare da volano per promuovere modelli di filiere produttive quali: 1) attivare e certificare la filiera bosco-legno-energia: analisi delle biomasse disponibili e l’utilizzo su piccoli impianti di cogenerazione e prodotti legnosi di qualità; 2) filiera turistico-ricettiva: analisi per la valorizzazione dei servizi ecosistemici e multifunzionali del patrimonio naturale dei Monti Dauni; I modelli permetteranno un trasferimento nell’innovazione con la messa a reddito del patrimonio ambientale, naturalistico e forestale dell’Area. “Il progetto ha come obbiettivo principale, – prosegue il direttore scientifico del progetto – di attivare processi per rendere sostenibile la gestione forestale attiva attraverso la valorizzazione del patrimonio ambientale, naturalistico e forestale dell’area dei Monti Dauni. Tali obiettivi – conclude Paolucci – permetteranno una messa a reddito del patrimonio forestale sia in termini di green economy che di promozione di percorsi turistici integrati, come strumenti per la destagionalizzazione dei flussi turistici esistenti e per il prolungamento della permanenza con evidenti ripercussioni positive per le strutture ricettive presenti sul territorio”. Massimo Monteleone del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Unifg nel suo incisivo intervento ha sostenuto che, “la valorizzazione dei servizi ecosistemici delle foreste dei Monti Dauni nel Contratto di Foresta per la realizzazione del Progetto, passa essenzialmente da 4 azioni. Dall’analisi dei dati alla carta della zonizzazione”.



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