Coronavirus, è l’ambiente domestico ad allarmare: preoccupano Foggia e Bari. L’ASL di Capitanata in trincea per fronteggiare la pandemia

Lopalco: “Per la maggior parte diffusione familiare. Impossibile fare previsioni perché la velocità dell’aumento dipende molto dalla efficacia delle misure prese nelle scorse settimane”

Il Coronavirus continua a correre in Puglia. Il nuovo boom registrato oggi ha spinto il governatore Michele Emiliano a sospendere le lezioni nelle scuole superiori. Le province più colpite dai nuovi casi restano sempre Bari e Foggia, come nella prima ondata. Ma questa volta non ci sono più “situazioni particolari” a scatenare i focolai: è l’ambiente domestico a preoccupare.

Gran parte dei contagi degli ultimi giorni sono stati attivati nelle famiglie. “Abbiamo situazioni piuttosto diffuse nel Barese e nel Foggiano”, dice l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco a l’Immediato. Resta da capire se terrà il sistema di tracciamento, dopo l’allarme lanciato negli ultimi giorni. “Per la maggior parte diffusione familiare – precisa il noto epidemiologo -. Per ora il sistema di tracciamento regge. Impossibile fare previsioni perché la velocità dell’aumento dipende molto dalla efficacia delle misure prese nelle scorse settimane”.

L’Asl di Foggia è già in trincea, con riunioni costanti per cercare di seguire l’evolversi rapidissimo della pandemia e provare ad arginare le criticità che si palesano di ora in ora. Preoccupano soprattutto i centri in zona rossa: Foggia, Manfredonia, San Severo, Lucera e Orta Nova. Nel paese dei 5 Reali Siti sarebbero stati superati i 100 casi. Non va meglio nelle zone amaranto, ad Apricena superati i 40 contagiati.

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