Dissequestrato il “Guarda che Luna”, ristorante sugli scogli di Manfredonia. La sentenza del Tribunale di Foggia: “Fatto non sussiste”

Caduti tutti e tre i capi d’imputazione: abusivismo, mancanza di autorizzazione paesaggistica e occupazione di area demaniale. Si chiude un lungo processo durato circa tre anni

Dissequestrato il “Guarda che Luna”, ristorante di Manfredonia situato in località “Acqua di Cristo”. Il locale, a rischio demolizione fino a non molto tempo fa, può riaprire e tornare a servire pietanze ai propri clienti. Dopo circa tre anni di processo, il Tribunale di Foggia (giudice Gallipoli) ha deciso per la rimozione dei sigilli: “Il fatto non sussiste” per tutti e tre i capi d’imputazione, abusivismo, mancanza di autorizzazione paesaggistica e occupazione di area demaniale (collegio difensivo Schiavone, Pellegrini e Santangelo). Motivazioni della sentenza di primo grado tra 90 giorni.

Le attività del “Guarda che Luna” vennero stoppate da procura e forze dell’ordine in quanto il manufatto, di proprietà della “Bar Centrale sas” di Francesco Romito, fu costruito in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Una struttura saldamente ancorata alla roccia che secondo l’accusa contravveniva al presupposto della “facile amovibilità” e all’obbligo di smontaggio entro il 30 settembre e di montaggio l’1 maggio di ogni anno. Ma oggi i titolari possono tornare ad operare.

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