Casi di Coronavirus alla “Leonardo” di Foggia. Paura tra i dipendenti, i sindacati chiedono smart working e uscite anticipate

Dipendenti positivi. La nota sindacale: “Necessario ricercare ulteriori soluzioni attraverso le quali ridurre il pericolo di contagio da Covid-19. Ripristinare tutte le contromisure della fase 1”

Casi di Covid alla “Leonardo”, nota azienda della zona Asi di Foggia. “Nell’ultima settimana – riportano i sindacati RSU FIM-FIOM-UILM – la situazione nel nostro sito è diventata allarmante. Durante l’ultimo incontro del Comitato Covid, la Direzione aziendale ha ufficializzato l’accertamento di due casi di positività al Covid-19 all’interno dello stabilimento e sono stati attivati i protocolli di sicurezza previsti, sanificando le aree in cui sono stati i soggetti positivi e mettendo in quarantena cautelativa circa una ventina di colleghi con cui questi sono entrati in contatto. Inoltre, su richiesta della RSU, si è deciso di aumentare la percentuale di lavoratori in smart working. Da indagini fatte, i contagi in questione sembrerebbero avvenuti all’esterno del sito”.

E proseguono: “Tuttavia, considerando la situazione sempre più preoccupante che sta investendo non solo il nostro sito ma tutto il territorio di Capitanata, per la RSU di stabilimento è necessario ricercare ulteriori soluzioni attraverso le quali ridurre il pericolo di contagio da Covid-19. In particolar modo, come più volte sollecitato dalla RSU, è necessario riattivare la mezz’ora di uscita anticipata per i lavori turnisti, cosa che permetterebbe di evitare gli assembramenti durate il cambio turno”.

“Pertanto la RSU, vista la forte crescita di preoccupazione tra i lavoratori e il probabile crescente numero di colleghi positivi al nuovo coronavirus, invita l’azienda a ripristinare tutte le contromisure in atto durante la cosiddetta “fase 1” in tema di smart working e orario di lavoro, riattivando l’uscita anticipata di 30 minuti per i lavoratori turnisti. Per la RSU di stabilimento è altresì doveroso, dati i lunghi tempi di attesa dell’ASL, che i tamponi, come avviene per altre realtà, vengano effettuati privatamente a carico di Leonardo. Questo al fine di favorire la tempestività di intervento e circoscrivere il pericolo di contagio ad un numero di lavoratori quanto più limitato possibile. Inoltre, considerati i costi oramai accessibili di mascherine chirurgiche, sarebbe opportuno iniziare a fornire due mascherine al giorno per ogni dipendente. Infine – concludono i sindacati – si invita la popolazione aziendale al massimo rispetto delle misure di prevenzione basilari quali la distanza di sicurezza minima interpersonale e l’uso di mascherine in dotazione, poiché in questa fase cosi critica per il nostro sito non si ammettono negligenze sul rispetto delle normative e dei protocolli per la tutela della propria salute e di quella dei colleghi, oltre che dei propri cari”.

Secondo indiscrezioni, sarebbero emersi nelle ultime ore almeno altri due casi di positività al virus.



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