Regionali 2020, chi si gioca un posto da 15mila euro in Consiglio regionale. I favoriti, gli outsider e le sorprese dei vari schieramenti

Ultima settimana di campagna elettorale, ultimi tour per i vari candidati consiglieri e candidati presidente, con i due maggiori competitor, Fitto e Emiliano più o meno appaiati

Ultima settimana di campagna elettorale, ultimi tour per i vari candidati consiglieri e candidati presidente, con i due maggiori competitor, Raffaele Fitto per il centrodestra unito, e Michele Emiliano con la sua coalizione di centrosinistra, più o meno appaiati, stando agli ultimi sondaggi pubblicati, prima del blocco normativo.

Vediamo chi potrebbero essere gli 8 o i 7 consiglieri regionali per la Capitanata.

M5S

Cominciamo dai 5 Stelle. La candidata presidente Antonella Laricchia, che a Bari corre anche da consigliera per non rischiare, per abbattere il muro dell’8% ha lanciato un’altra civica. Ma gli eletti saranno quasi sicuramente solo della lista madre, quella logata M5S.

In provincia di Foggia è quasi scontata la elezione della consigliera uscente Rosa Barone. Molti sono i suoi elettori che in questo momento stanno facendo un vero e proprio endorsement anche per Emiliano in favore del voto disgiunto. Uno tra tutti il comunista Giorgio Cislaghi. Ma non è il solo. Del resto non mancano i rumors secondo cui proprio Barone, nonostante poi non sia uscita allo scoperto per non rischiare come l’onorevole Lattanzio, abbia caldeggiato fino all’ultimo l’alleanza con Michele Emiliano, voluta dal premier Giuseppe Conte, che condivide con la farmacista l’amore per San Giovanni Rotondo. Un accordo sarebbe stato utile non solo per la facile vittoria ma anche, dicono gli emilianisti più ferventi, avrebbe giovato al governatore in sede di composizione della Giunta, perché lo avrebbe reso meno succube delle civiche destrorse e dello stesso suo partito, il Pd.

MICHELE EMILIANO

15 liste, un esercito di candidati. Sono 6/7 però le liste vere che porteranno davvero acqua al presidente uscente e al suo sogno di Foggia Imperiale, con Federico II come simbolo.

Nel Pd si prevede un risultato clamoroso per l’assessore uscente Raffaele Piemontese, che sarà di certo eletto, qualunque sia il risultato delle urne il 20 e il 21 settembre. Il suo bottino secondo molti potrebbe sfiorare i 20mila voti. Lo appoggiano tutto il partito foggiano, con l’aggiunta del ticket con Annarita Palmieri, le amministrazioni di Troia, Monte (altro suo forte bacino elettorale), Vieste, Carpino, Rodi Garganico, San Marco in Lamis, pezzi di coalizione a San Severo col supporto di Nazario Tricarico, Torremaggiore col ticket con Antonietta Leccese e quasi tutti i circoli. “Lo votano tutti i primari del Policlinico”, dicono dalle corsie degli Ospedali Riuniti.

Più di un dem, che supporta altri candidati, spera in un flop delle civiche di Emiliano che consentirebbe coi resti l’elezione del secondo arrivato. Chi sarà tra Paolo Campo e Matteo Masciale? La sfida è aperta, il sangiovannese sta spendendo molto. Ma Campo, ex segretario provinciale e capogruppo Pd in Regione, ha ancora tanti amici sparsi in provincia, che potrebbero coprire in parte la sua perdita di consenso nella sua Manfredonia lacerata dallo scioglimento del consiglio comunale per mafia.

I sondaggi danno Italia in Comune seconda lista dopo il Pd con il 6,1%. L’uomo forte e vicino al presidente è il segretario dei pizzarottiani Rosario Cusmai, l’amico di tutti, generoso e sempre disponibile. Il suo camper guidato dal segretario cittadino Marino Talia in compagnia di Vincenzo Rizzi ha macinato più chilometri di tutti, dal Gargano ai Monti Dauni. Molto civismo un tempo appannaggio di Leo Di Gioia ha seguito Cusmai nella sfida del sindaco di Parma Federico Pizzarotti insieme ad Emiliano. Da Pasquale Ciruolo a Giuseppe Latorre. Cusmai può contare su un elettorato fidelizzato a Foggia città, che lo ha premiato alle scorse amministrative comunali.

Il suo vero nemico per l’elezione in Regione Puglia è l’ex sindaco di Lucera Antonio Tutolo con la lista CON, che è senza dubbio molto competitiva e presenta dei cavalli di razza. A cominciare da Rino Pezzano appoggiato da Angelo Riccardi, in ticket con Lucia Trigiani, la presidente della Asp Zaccagnino Patrizia Lusi, il presidente Arca Capitanata Denny Pascarella e l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco. In provincia di Foggia CON potrebbe superare Italia in Comune. La sfida interna è tra Tutolo e Pezzano. Il primo ha davvero riempito la fantastica piazza a fuso del Duomo l’altra sera. Altro che Salvini.

Nelle altre civiche, la competizione tra i pisicchiani di Senso Civico è tra Francesco Sderlenga, Pino Lonigro e Gino Giorgione e per i cassaniani di Popolari per Emiliano tra Sergio Clemente e Antonio Squarcella.

Nella sinistra della Puglia Verde e Solidale grande favorito Giulio Scapato, ma anche Noemi Carmeno, appoggiata da tutta Sinistra Italiana e dalla Cgil.

RAFFAELE FITTO

5 sole liste per Fitto, ma tutte fortissime. Se il leader di Maglie perde dovrebbero essere sicuramente eletti i primi arrivati dei due partiti sovranisti, Lega e Fratelli d’Italia.

Cominciamo da Forza Italia. Il partito di Berlusconi, che ha sconfitto il Covid, appare oggi quello più interessante insieme alla lista del pumo. Si potrebbe venire eletti solo in caso di vittoria di Fitto, se i sondaggi dicono il vero.

Giandiego Gatta, che corre anche per il ruolo di presidente del Consiglio pugliese, così come indicato dal leader Antonio Tajani, sulla carta appare favorito. Ma il partito è ormai ai minimi termini. A Manfredonia non può contare sul traino delle comunali, ha perso molti elementi a lui vicini e a Foggia Forza Italia, col passaggio di Landella alla Lega, non esiste quasi più. Con lui c’è solo Raffaele Di Mauro. Le sue sorprese potrebbero arrivare dalla fidata Vieste e da Lucera, con la candidatura di Barbara Matera e l’aiuto di Fabio Valerio e Giuseppe De Sabato.

La vera mina vagante in Forza Italia è rappresentata da Napi Cera. Il giovane ex Udc grazie ad un elettorato personale e alla sua grinta comunicativa potrebbe sorprendere tutti e superare Gatta.

Sembra isolato Leo Di Gioia, il ritorno in Forza Italia è un chiaro riposizionamento in chiave futura.

Tra le donne non è da sottovalutare la sannicandrese Lorena Di Salvia.

Sfida a due nell’Udc tra Max Di Fonso e Giuseppe Mangiacotti, la competizione vera è per la lista, il 4% è un obiettivo ostico.

Veniamo al pumo, la Puglia Domani, la lista più scalabile. Sono almeno 5 i candidati forti: Annamaria Fallucchi favorita da Fitto, Paolo Dell’Erba, Alfonso Fiore, Danilo Maffei e Donato Troiano. Chi vincerà tra loro? Difficile dirlo. Con Fallucchi stanno i tarquiniani, Micky Sepalone che non ha seguito Landella e non sostiene Gatta pur restando in Forza Italia, il Gatta di Candela presidente della Provincia e Confagricoltura, oltre che la Confcommercio di Fabio Porreca. Con Dell’Erba c’è tutta Apricena e gran parte dei forzisti sanseveresi insieme a portatori di voto foggiani. Fiore ha dalla sua l’estrema simpatia e un elettorato molto solido in città, senza dimenticare tutti gli ex leghisti delusi o epurati che lo volevano segretario provinciale. Danilo Maffei potrebbe essere il volto nuovo che stupisce.

Situazione incerta nei Fratelli d’Italia. Sulla carta dovrebbe spuntarla l’uscente Giannicola De Leonardis, ma tanti fanno notare che ha un bel bottino il cerignolano Antonio Giannatempo, sostenuto da tutta la destra dei 5 Reali Siti, dove corrono pochi candidati in tutti gli schieramenti. Anche l’ortese Peppino Moscarella è col ginecologo.

Bruno Longo, così come Ciccio D’Emilio, può contare su un forte voto di opinione e organizzato. Il primo ha dalla sua anche l’avvocato Liliana Iadarola, la signora delle mozzarelle di Capitanata.

Promette un boom anche la sangiovannese Nunzia Canistro, sostenuta pure dall’ex vendoliana Anna Nuzziello e ben inserita all’ex Sofim e in Alenia grazie ai buoni uffici del sindacalista Claudio Pazienza. 

Vuole dimostrare tutto il suo valore il fittiano manfredoniano Lello Castriotta, in giro anche lui col camper.

Nella Lega i giochi sembrerebbero già chiusi se l’avvocato Joseph Splendido ai voti dei circoli e di apparato portati dall’europarlamentare Massimo Casanova sommerà anche il sostegno muscolare di Franco Landella e dei tre consiglieri transitati coi salviniani. Una beffa per chi come Luigi Miranda era andato con Salvini soprattutto per liberarsi del peso della famiglia Landela-Di Donna. Il giovane legale rotariano sperava di farcela a questo giro, credeva di giocare ad armi pari, anche perché ha ancora dalla sua i consiglieri eletti nella Lega, Concetta Soragnese e Salvatore De Martino. Ma l’arrivo di Landella scompagina ogni pallottoliere.

Sono indipendenti i candidati Marco Trombetta e Camilla Tavaglione, che potrebbe anche riservare sorprese con la doppia preferenza.

IVAN SCALFAROTTO E GLI ALTRI

Secondo i sondaggi Mario Conca e il renziano Scalfarotto non arrivano al 2%. Faranno di certo un buon risultato personale Saverio Cassitti e Noemi Frattarolo, che qualcuno indica come prossima candidata sindaca a Manfredonia se il suo test attuale sarà positivo.

In alto, Cera, Cusmai e Tutolo





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