Coronavirus, al Policlinico Riuniti di Foggia 34 ricoverati. E i tamponi passano da 300 a 1000 al giorno

Il direttore generale del nosocomio foggiano, Vitangelo Dattoli, ha predisposto il piano multilivello per la gestione della seconda ondata, attivando già la cosiddetta ‘prima linea’

Siamo in pieno assetto, abbiamo fatto tutte le assunzioni necessarie (infermieri e oss) per affrontare al meglio i prossimi scenari dell’emergenza Covid”. Il direttore generale del Policlinico di Foggia, Vitangelo Dattoli, ha predisposto il piano multilivello per la gestione della seconda ondata, attivando già la cosiddetta ‘prima linea’. Al momento, al Riuniti sono ricoverate 34 persone: 13 in Malattie infettive, 11 in Pneumologia e 10 in Post acuzie. Nessuno in Rianimazione.

I percorsi sono già attivi. Se fosse necessario, in tempi brevi potranno essere attivate la seconda e terza linea. Lo scenario della task force regionale, guidato da Pier Luigi Lopalco, induce a correre. Nelle prossime tre settimane, infatti, è previsto “un numero di contagi molto consistente”.

In viale Pinto il potenziamento delle attività passerà anche dall’aumento di tamponi: grazie a nuovi analizzatori che si stanno predisponendo (assieme ai corsi di formazione), si passerà tra pochi giorni dai 300 a 1000 al giorno. L’attività sarà destinata sia agli esami d’urgenza che di massa. “Siamo in pieno assetto – chiosa Dattoli -, avremo qualche procedura per i medici e ulteriori tecnici e biologi per laboratorio Microbiologiavirologia. Nei mesi della piena emergenza abbiamo accumulato una buona dose di know how”. Questo è l’aspetto che fa sperare per la capacità di contenimento della seconda ondata.

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, sul punto ha spiegato: “Siamo perfettamente in sicurezza e la nostra capacità di gestire una pandemia è testata da una esperienza lunga, da ore e ore di un lavoro comune. Ho visto negli occhi dei direttori generali e di tutti i capi dei dipartimenti di prevenzione la stessa determinazione dei momenti più difficili. Quindi la Puglia è in campo e riusciremo a cavarcela anche questa volta. Naturalmente la differenza sarà questa: che gli ospedali dovranno continuare a lavorare anche per la sanità ordinaria e che il resto della società dovrà continuare a vivere”. La gestione della prossima fase dell’emergenza, dunque, passerà certo dal livello di esperienza raggiunto dagli operatori sanitari, ma soprattutto – sottolineano dalla Regione – “dalla responsabilità dei cittadini”, che dovranno attenersi rigidamente alle prescrizioni previste per la pandemia.





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