Nuove serre riscaldate dall’impianto a biomasse, presentato il progetto a Sant’Agata. Investimento da 26 mln

Nel prossimo biennio saranno realizzati dall’Azienda Agricola Fratelli Lapietra. in agro di Sant’Agata di Puglia, 20 ettari di serre innovative – riscaldate con il calore cogenerato dal vicino impianto a biomasse di Agritre (LGH) – per un investimento complessivo iniziale di 25,6 milioni di euro ed una produzione prevista di 13.000 tonnellate annue di ortofrutticoli, pari ad un’occupazione a regime di circa 160 unità.

Questo, in sintesi, il programma di investimenti presentato negli scorsi giorni al Comune di Sant’Agata di Puglia, frutto della partnership tra l’Azienda Agricola Fratelli Lapietra ed Agritre (LGH).

Il progetto 

L’Azienda Agricola Fratelli Lapietra, che già gestisce 11 ettari di coltivazioni in serra, amplia così la capacità produttiva proseguendo nel solco dell’innovazione che ha visto l’impresa realizzare recentemente presso la propria sede di Monopoli (BA) una serra di oltre 22.000 mq, prima in Italia, semichiusa, tutta in vetro e completamente automatizzata.

Le serre di prossima costruzione a Sant’Agata di Puglia, specializzate nella coltivazione idroponica di diverse tipologie di pomodori da mensa e di cetrioli, assicureranno ai mercati standard elevati di qualità e produzione, “nel rispetto – ha dichiarato l’imprenditore Vincenzo Lapietra – di un’attenta politica di sostenibilità ambientale e di sicurezza alimentare, attraverso un monitoraggio continuo delle coltivazioni e l’adozione delle tecniche di lotta biologica, per poi collocare il prodotto nella grande distribuzione organizzata del Mezzogiorno ed anche in altri mercati italiani ed esteri”.

I commenti 

“Si tratta di un’iniziativa imprenditoriale di grande valenza economica e sociale per il nostro territorio – ha sottolineato il sindaco di Sant’Agata di Puglia, Nicola Lasalvia – in grado altresì di impegnare competenze e professionalità soprattutto dei più giovani e favorire, così, l’indispensabile inversione di tendenza dei processi di spopolamento tuttora in atto”.

“Prosegue l’impegno di Agritre in direzione della sostenibilità ambientale e delle sinergie con il territorio pugliese – ha dichiarato l’amministratore Delegato, Primo Podestà – contribuendo, in modo coerente ai principi dell’economia circolare, a rispondere ai cambiamenti climatici in atto, attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti, il risparmio energetico, l’ottimizzazione dell’uso risorse idriche”.

 “Oggi, con questo progetto – ha concluso il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, abbiamo la riprova di come, grazie alle moderne tecnologie, si possono raggiungere importanti risultati dal punto di vista del risparmio di acqua e suolo, nonché dell’assorbimento di anidride carbonica da parte delle piante, ovvero usufruendo di una energia che chiude in maniera circolare il ciclo produttivo agricolo. Crediamo fortemente nell’innovazione in agricoltura: un ulteriore segnale il Governo lo ha dato con il Decreto Rilancio che obbliga l’Istat a definire, entro 90 giorni, una specifica classificazione merceologica delle attività di coltivazione idroponica e acquaponica, ai fini dell’attribuzione del codice Ateco. Con strategie ben mirate e tese all’innovazione, inoltre, l’Italia può sfruttare al meglio gli ingenti fondi ottenuti in sede europea, così da rilanciare l’economia del Paese”.





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