Zemanlandia 28 anni dopo: quanto ci manca il parco giochi calcio più divertente della storia

Un ricordo legato al Foggia dei miracoli che stupì il mondo del pallone

Stagione 1991-1992: il Foggia, dopo 16 anni di purgatorio, torna finalmente in Serie A. La meritata vittoria del campionato cadetto della precedente annata spalancale porte del paradiso ai rossoneri, allenati da un allora giovanissimo e successivamente indimenticato Zdeněk Zeman, che non fanno mistero di voler lasciare un segno indelebile nella massima competizione calcistica italiana. All’interno di quella squadra zeppa di fenomeni, che si riveleranno tali solo con il passare del tempo, ci sono Signori, Shalimov, Kolyvanov, Baiano e Rambaudi, tanto per citarne alcuni, ovvero i protagonisti indiscussi di una bellissima cavalcata che porterà all’ottenimento di un clamoroso nono posto in classifica. Ma procediamo con ordine. I Satanelli inaugureranno quello storico torneo con un convincente 1 a 1 con l’Inter per poi conquistare i primi 3 punti, il 15 settembre 1991, contro la Fiorentina. Al di là del pesante passo falso con il Torino,la squadra di Zeman chiuderà il girone di andata con 6 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, non male per una neopromossa! I problemi seri e le vere soddisfazioni arriveranno però con quello di ritorno: fino a fine marzo del ’92, il Foggia praticamente non saprà più cosa significhi trionfare (clamoroso il 5 a 2 subìto con la Lazio e il 4 a 1 con la Juve). Poi esattamente il giorno 29, dopo il trionfo nel derby per 3 a 1 contro il Bari, viene posta la pietra angolare su cui verrà costruito, in quattro e quattr’otto, il parco dei divertimenti nominato Zemanlandia: 2 a 0 alla Cremonese, 5 a 0 al Verona, 1 a 0 al Napoli e il piccolo Foggia all’improvviso si scopre essere un’armata quasi imbattibile. Baiano, Rambaudi e Signori saranno gli alfieri principali, che non nessuno francamente si aspettava, di quel bellissimo calcio zemaniano atto primo che porterà, tra le altre cose,al piazzamento dietro all’Inter ottava.  

Tutti i risultati dei Satanelli

9° posto in campionato, semifinale di Mitropa Cup raggiunta e sogno Coppa Uefa sfiorato: ecco irisultati ottenuti dal Foggia dei miracoli allenato nella stagione 1991-1992 dal maestro del calcio d’attacco Zeman. I rossoneri, ben 28 anni fa, sono stati la sorpresa più bella della nostra Serie A,resa possibile grazie al tridente dei sogni Signori-Baiano-Rambaudi ma soprattutto a un’idea di gioco che si riassume nel fare un goal in più dell’avversario come unico modo per ottenere i 3 punti. Se agli inizi degli anni ’90 fosse stato possibile scommettere online con le migliori quote calcio, siamo sicuri che i Satanelli avrebbero fatto la fortuna di molti. Purtroppo la tecnologia è arrivata dopo, altrimenti ne avremmo visto delle belle. Al di là di questa considerazione,il Foggia dei miracoli può definirsi un’Atalanta ante-litteram forse più rapida rispetto ai nerazzurri nell’imporre il proprio gioco, meno ordinata ma certamente in grado di fare male in ogni occasione.

Un 4-3-3 da favola

Il Foggia annata 1991-1992 giocava con un 4-4-3 da favola che prevedeva: in porta Mancini, estremo difensore modernissimo per l’epoca, in difesa l’estroso Petrescu, Consagra, Matrecano e Codispoti, a centrocampo, come regista, l’esordiente Picasso, a sinistra Barone e a destra il bomber della mediana Shalimov e davanti, manco a dirlo, il tridente Signori-Baiano-Rambaudi. Ancora oggi a menzionare tale 11 titolare ci vengono brividi, eppure da Zemanlandia a oggi sono passati ben 28 anni.





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