“Questa terra è la mia e non c’è posto più bello dove vivere e far vivere i miei figli”. Il sindaco di Monte dopo il focus Rai sulla mafia garganica

“Del servizio di ieri sera andato in onda su RAI 1 e di tutte le considerazioni postume, le cose che mi hanno colpito di più sono state le parole del procuratore Giuseppe Volpe”. Esordisce così Pierpaolo d’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo e coordinatore di Avviso Pubblico Puglia, l’associazione nazionale degli Enti locali antimafia. Il giovane primo cittadino ha commentato attraverso i social, la puntata di “Cose Nostre”, trasmissione di Rai 1, ieri sera incentrata sulla mafia garganica e quindi sulle famiglie criminali della Montagna Sacra.

“Il problema della nostra terra non sono i giornalisti, i magistrati o i giudici che cominciano a raccontare o a scrivere, che continuano a indagare o a sentenziare sulla quarta mafia d’Italia – afferma d’Arienzo -. Il problema del nostro territorio è la mafia, una criminalità organizzata che opprime le nostre comunità, che arruola i nostri ragazzi, che uccide i nostri figli con la droga, che arma le batterie di fuoco, che soffoca le iniziative d’impresa facendole abortire prima ancora di partire. Che fa ‘parlar male’ del nostro meraviglioso Gargano, sconfortando interi settori produttivi che vivono di turismo”.

“Quello che farò, come amministratore e come cittadino di Monte Sant’Angelo e del Gargano, è lavorare ancora di più affinché sia chiaro a tutti che questa terra è la mia e non c’è posto più bello dove vivere e far vivere i miei figli, i miei cari. E per essa sono disposto a lottare con le unghie e con i denti”.



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