Regionali 2020, il foggiano Scalfarotto candidato presidente contro i “tre populismi”. I renziani vanno da soli

“La nostra coalizione è in campo per rappresentare il dinamismo e il talento dei pugliesi. Di quelli che sono rimasti e di chi, come me, è andato via e ora è pronto a ritornare”

Nascerà il 4 luglio, come gli States, la campagna elettorale ufficiale di Ivan Scalfarotto candidato presidente della Puglia per Italia Viva, Azione e più Europa. Non un passo indietro da Renzi e Calenda che rinviano al mittente le tante offerte di alleanze giunte dal PD regionale e dallo stesso Michele Emiliano.
I riformisti si staccano dal centrosinistra senza attrarre però gli azzurri o parte di quel mondo che se sarà Raffaele Fitto il candidato sarà Unito e compatto nel centrodestra.
Dritti verso la sconfitta comune? I renziani non sembrano preoccuparsene leggendo l’intervista rilasciata oggi dal foggiano Scalfarotto a Repubblica regionale.

“La mia è una candidatura per la Puglia. Non sarebbe stato giusto costringere i pugliesi a dover scegliere tra tre populismi: quello antieuropeista della destra, quello di palazzo impersonificato da Michele Emiliano. Quello della decrescita felice del Movimento 5 Stelle. La nostra coalizione è in campo per rappresentare il dinamismo e il talento dei pugliesi. Di quelli che sono rimasti e di chi, come me, è andato via e ora è pronto a ritornare per restituire quello che la nostra terra ci ha dato”, spiega Scalfarotto.
E poi la bordata a Emiliano ma anche al suo alleato l’ex governatore Nichi Vendola.
“Penso ci sia una grande differenza tra i dieci anni di Nichi Vendola, che io considero un’ottima esperienza di governo. E questi cinque di Michele Emiliano. Lo stesso Emiliano non dice mai che la sua è una coalizione di centrosinistra. Perché non lo sono state le sue politiche: su Xylella, Tap, Ilva ha fatto il contrario dei nostri governi nazionali. La Puglia è una delle poche regioni che non ha ancora una legge elettorale che garantisca la parità di genere. O che non ha un assessore alla Sanità, perché tutto è nelle mani di Emiliano”.





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