Emergenza abitativa a Foggia, case fatiscenti e pericolanti. I residenti degli alloggi Cep e di Borgo Mezzanone si ribellano

Attualmente vige una graduatoria del 2004, l’ex delegato Cassitti aveva cominciato a redigerne una nuova. Ci sono centinaia di domande che l’Ufficio Casa sta ancora processando

C’è grande fermento tra i cittadini che aspettano da anni una casa popolare. La nuova nomina della commissione per l’assegnazione degli alloggi, dove la Regione ha indicato l’ex presidente dell’allora Iacp, oggi Arca Capitanata, Paolo Belmonte, ha suscitato molte attese.

Attualmente vige una graduatoria del 2004, solo nella scorsa consiliatura, l’ex delegato all’emergenza abitativa Saverio Cassitti, che oggi è rappresentante di Assocasa, aveva cominciato a redigere una nuova graduatoria. Entro gennaio 2017 sono arrivate centinaia e centinaia di domande che l’Ufficio Casa in Via Gramsci sta ancora processando.

Intanto, dopo le assegnazioni emergenziali di Arca Capitanata, quasi tutte destinate alle mamme dei container, tantissimi cittadini si sono ribellati. Per primi i residenti di Borgo Mezzanone, stanchi di vivere in palazzine che sono quasi topaie, come l’Immediato ha documentato mesi fa.

“Siamo famiglie in regola di contratti comunali, non siamo abusivi sia chiaro. Sono la bellezza di 22 anni che siamo qui senza dimora. Sì, senza dimora perché la nostra residenza è rimasta nel vecchio indirizzo dove adesso abitano altre persone e ricevono le nostre poste anche strettamente private violando la nostra privacy. Poi c’è la questione della manutenzione case, ma è meglio stendere un velo pietoso per le condizioni che siamo costretti a vivere. Arriviamo ai nostri figli minorenni che vanno a scuola a Foggia con la circolare, ma spesso vengono lasciati a terra, perché il bus è troppo pieno e sono costretti a rientrare a casa alle 15:30 di pomeriggio dalle ore 07:00 che vanno via”, scrivono alcuni cittadini. Sono tante le situazioni difficili, tanti sono invalidi e malati, lontani dal pronto soccorso distante 27 km e da un primo intervento.

I cittadini sono pronti a denunciare alcune situazioni illecite consumatesi per l’assegnazione di 3 case in Via Lucera. “Vogliamo avvisare i nostri politici compreso il signor sindaco che sono venuti nelle nostre abitazioni a chiedere voti per le elezioni comunali in cambio per l’ennesima volta di portarci a Foggia, stiamo per denunciare, noi sappiamo delle cose e loro sanno di cosa parliamo, è arrivato il nostro momento, dobbiamo e vogliamo ritornare nella nostra città”, scrivono.

Stessa situazione forse ancora più paradossale per i 12 nuclei familiari che anni fa, dopo l’ennesima emergenza in Vico della Pietà, al Salice e in Via Eritrea, furono collocati nel palazzone da 8 piani della circoscrizione del Cep, trasformando gli uffici in alloggi di fortuna.

Oggi quelle case rivisitate, senza balconi e con grossi finestroni, soprattutto nei piani alti sono pericolanti. Grosse crepe si sono aperte nei muri e qualche giorno fa i vigili del fuoco con rilievi statici e fotografici hanno interdetto gli ambienti agli stessi residenti. I cittadini sono impossibilitati a utilizzare lo spazio della loro stessa casa.





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